Giancarlo Siani: la forza delle parole


Nella guerra all’interno della Nuova Famiglia va inquadrata la morte di Giancarlo Siani, vittima innocente di camorra, ucciso il 23 settembre 1985.


Giornalista de «Il Mattino», a lungo corrispondente dalla provincia (Castellammare di Stabia e Torre Annunziata), a ventisei anni rimase ucciso in un agguato al Vomero nella sua auto, di ritorno dal quotidiano di via Chiatamone.

Lunga è stata la strada per arrivare a conoscenza della verità, con un’archiviazione dell’istruttoria arrivata a tre anni dall’omicidio. Le cose cambiarono solo cinque anni dopo.
Nell’agosto del 1993 arrivò la svolta nelle indagini grazie a un pentito del clan Gionta che iniziò a collaborare. Nel 2001, a distanza di sedici anni dall’omicidio, la sentenza della Cassazione chiuse il caso.

L’omicidio – scrisse la sentenza - maturò nel clan dei Nuvoletta e fu deciso da Angelo Nuvoletta nella tenuta di Poggio Vallesana a Marano, quartier generale del clan.

Siani fu ucciso per il suo lavoro, perché stava indagando su una pista che lo avrebbe portato a smascherare gli affari tra politica, imprenditori e camorra. Ma Siani fu ucciso anche per un suo preciso articolo pubblicato il 10 giugno, tre mesi prima della sua esecuzione. In quel pezzo, il giornalista ipotizzava il tradimento di Antonio Nuvoletta nei confronti di Valentino Gionta, super latitante arrestato in quel frangente, come prezzo da pagare da parte del boss di Marano per chiudere la guerra – perdente – contro i Bardellino della Nuova Famiglia. Nuvoletta, ipotizzava in sostanza Siani, non solo era il perdente della guerra, ma aveva tradito Gionta come prezzo per la fine della stessa. Un’accusa di ‘nfamità che un camorrista-mafioso non poteva mai accettare.

A quasi venticinque anni dalla sua morte, il giornalista ucciso per il suo lavoro viene ricordato ogni anno con iniziative nelle scuole e premi di giornalismo a lui dedicati, ma anche con intitolazioni di strade e complessi scolastici, con la stesura di libri e di film. Ultimo, «Fortapàsc», film girato da Marco Risi e uscito nel 2008.