Pasquale Galasso


A due anni dal pentimento del boss di Poggiomarino, affiliato alla Nuova Famiglia, Pasquale Galasso, un giovane Gigi Di Fiore dedica, nel 1994, al pentimento del capoclan il libro «Io Pasquale Galasso. Da studente di medicina a capo camorra».


Sull’importanza delle rivelazioni di Galasso, nella prefazione al libro scrive:

«Galasso era un capo a Poggiomarino e, per questo, non parla solo della manovalanza dei clan. Punta più in alto. Fa dichiarazioni sorprendenti, micce per bombe dai devastanti effetti: è lui il vero Buscetta campano, un personaggio singolare che merita particolare attenzione. Le storie di questo pentito colmano lacune e vuoti di precedenti indagini giudiziarie: emergono in concreto i rapporti e gli affari che, negli ultimi venti anni, il potere dominante Dc-Psi ha imbastito con le diverse camorre vincenti. Si capiscono, stavolta con riferimenti precisi, le connessioni tra politica e camorra, l’inserimento del sistema degli appalti e delle tangenti negli equilibri malavitosi e politici della Campania, l’evoluzione dell’impresa-camorra dopo il terremoto del 1980 con i successivi lavori della Ricostruzione. Gran parte di quelle vicende sono davvero una bussola preziosa, per scavare dietro l’arretratezza economica, la fatalistica rassegnazione e la rabbia che animano Napoli, ma soprattutto la sua provincia. Venti anni tutti da riscrivere, dunque: è l’altra storia, quella non ufficializzata dalle cronache di allora».