Goffredo Cognetti, Alta camorra, a cura di Vincenzo Caputo


pdfScarica il testo in PDF


Il dramma in tre atti di Goffredo Cognetti, Alta camorra, fu scritto nel 1890 e messo per la prima volta in scena a Napoli al Teatro Fiorentini il 12 novembre dello stesso anno. Fu pubblicato dapprima nel 1898 (Livorno, Tip. Di Giusti) e poi nel volume che Cognetti curò raccogliendo la propria produzione teatrale (vol. IV, Livorno, S. Belforte & C., 1933; l’opera fu edita insieme ad A Fregionaia). Preziose risultano sull’opera le notizie che Cognetti stesso ci dà a introduzione della citata edizione.

Legata al testo è, infatti, la figura del duca di San Donato Gennaro Sambiase, di cui Cognetti fu un sincero ammiratore. Quando egli si trovò a Napoli, sostenne quest’ultimo alle elezioni contro un candidato toscano, Matteo Schilizzi, appoggiato dal proprio giornale. Nel racconto di Cognetti, premesso all’edizione del 1933 di Alta camorra, gli schieramenti sono nettamente distinti. Da un lato c’è la camorra, i clericali e gli ex borbonici, che appoggiano Schilizzi, e dall’altro c’è la parte sana del popolo napoletano, che appoggia invece il Duca di San Donato alla fine vincitore delle elezioni. Durante questi avvenimenti, Cognetti chiese continue informazioni al Duca, tanto che quest’ultimo comprese l’intento del giovane di scrivere una commedia sul mondo affaristico napoletano e gli suggerì il titolo La fiumana di Babilonia. In una conversazione riportata dal drammaturgo, Gennaro Sambiase gli avrebbe detto che l’alta camorra non era solo un fenomeno napoletano, essa si esercitava sui ministeri, sugli uomini politici più influenti, sulle pubbliche amministrazioni e, in generale, su tutti i vizi delle persone altolocate attraverso il metodo del ricatto e l’arma della stampa. Per il Duca di San Donato essa non poteva neppure essere combattuta, dal momento che non era una società costituita e non aveva né capi né statuti. Sempre nell’introduzione Cognetti si fornisce notizie utili anche sulla genesi del testo. Sia Pasta che Tessero (la stessa attrice di A basso porto) avevano chiesto a Cognetti un dramma non popolare, che l’Autore fu costretto a leggere all’attrice, sebbene ancora abbozzato. Durante questa lettura, che sarebbe avvenuta a Civitavecchia, la Tessero avrebbe poi suggerito il titolo di Alta camorra a sostituzione di quello giudicato troppo accademico di Super flumina, suggerendo come teatro della messinscena il Fiorentini di Napoli. In quindici giorni il lavoro fu concluso e agli inizi di novembre del 1890 la compagnia era già avanti con le prove. Nonostante i timori iniziali (il Duca ribadì l’errore nella scelta finale del titolo e l’ostilità nei confronti di un’opera in cui molti si erano riconosciuti, assistendo soltanto alle prove), la rappresentazione fu messa in scena e stroncata soprattutto all’atto terzo proprio perché in molti dei suoi personaggi erano facilmente identificabili gentiluomini e non della Napoli del tempo. Il successo arriverò anni dopo con il titolo mutato in Super flumina Babylonis a Roma (Compagnia Della Guardia) e ancora a Torino (Compagnia Salsilli-Vitaliani).

Per quanto riguarda la trama, essa si incentra sui coniugi Carmela e Paolo. Nel corso del dramma, infatti, si comprende che Paolo ha una relazione con Anna, ex governante e ora moglie del padre di Carmela. Carmela, inoltre, ha vissuto in gioventù un forte amore contraccambiato per il cugino Adolfo, il quale proprio a causa del matrimonio indecoroso del padre di Carmela aveva poi deciso di lasciare la giovane. Al tema amoroso si affianca quello politico. In un momento di acceso scontro per le elezioni troviamo, da un lato, il ricco e ingenuo Mattozzi, nel quale è possibile intravedere la figura di Schilizzi, proprietario del giornale «Il Pulcinella» che denigra gli avversari attraverso la rubrica “Rape, poponi e nespole”. Questa rubrica, un chiaro riferimento alla sezione “Api, mosconi e vespe” della Serao, è vista come una copia della propria presente su un altro giornale dal personaggio Clotilde Nota dell’Aurora Napoletana, dietro il quale potrebbe celarsi la stessa scrittrice Matilde Serao. In realtà l’elezione, oltre che dall’ingenuo Mattozzi, è oggetto di contesa soprattutto tra il conte Adolfo Di Nardo e il marchese di Santanastasia, che segretamente ha comprato «Il Pulcinella» e che minaccia di ritirare i capitali, nel caso in cui il giornale non cominci a mostrarsi del tutto favorevole alla propria candidatura. In tale situazione Paolo fa il doppio gioco. Lascia credere al Santanastasia di appoggiarlo, guadagnando molti quattrini, ma in realtà lavora affinché sia eletto il cugino di sua moglie Adolfo Di Nardo. Va poi aggiunta, a questi personaggi, la figura del barone Segala, il quale appoggiando il Santanastasia è pronto a minacciare Paolo, affinché dia una concreta mano al proprio candidato, fino a paventargli l’ipotesi di denunciarlo per una falsa firma da lui apposta. Solo di fronte a questa minaccia Paolo decide di dire alla moglie la verità sulle proprie basse origine e il matrimonio d’interesse contratto con lei per migliorare la propria condizione sociale.

L’opera giunge allo scioglimento dell’intreccio narrativo nel conclusivo Atto III, dopo che Carmela ha scoperto la relazione tra Anna, sua matrigna, e Paolo, suo marito. Adolfo risulta alla fine vincitore delle elezioni e le malefatte di Paolo sono smascherate sia da Carmela che dal padre Stefano. Nonostante egli faccia di tutto per riconciliarsi con lei, la donna decide alla fine di cacciarlo di casa, ma non riesce comunque ad abbandonarsi all’antico amore per Adolfo.


 

Edizione di riferimento

G. Cognetti, Teatro, IV, Alta camorra. A Fregionaia, Livorno, S. Belforte & C., 1933, pp. 1-109.

 

Altre edizioni

G. Cognetti, Alta camorra. Commedia in tre atti, Livorno, Tip. Di R. Giusti, 1898.

 

Rappresentazioni

Il dramma fu messo per la prima volta in scena a Napoli il 12 novembre del 1890 al Teatro Fiorentini dalla compagnia di Adelaide Tessero e ripreso con il titolo Super flumina dalla compagnia Vitaliani Salsilli e rappresentato a Torino (6 febbraio 1893 al Teatro Carignano).