Tommaso PirontiA Sant'Efremo, a cura di Cristiana Anna Addesso


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Nel napoletano carcere di Sant’Efremo, Salvatore trascorre le sue giornate in attesa della sentenza del Tribunale, disperandosi per aver intrapreso la strada della malavita a causa di una donna di malaffare che lo ha traviato dalla serenità familiare assicuratagli da sua moglie e sua figlia. Assieme a lui, c’è un gruppetto di camorristi “sotto chiave”, tra i quali giunge Ciccillo «’o bello guaglione», rissoso ed irascibile. Di ritorno dal Tribunale, Salvatore racconta, stravolto, di aver incontrato un corteo funebre e di avervi riconosciuto il feretro di sua moglie accompagnato dai familiari. Accasciato su una panca, trova in terra un medaglione col ritratto di sua figlia, accidentalmente caduto a Ciccillo durante una rissa. Il giovane camorrista conserva il gioiello come un trofeo, avendo disonorato la figlia di Salvatore. Costui lo aggredisce, lo strangola e si fa giustizia da solo, assestandogli con uno sgabello un colpo mortale.

Il breve «bozzetto» non sembra offrire grandi spunti di riflessione, mettendo in scena un po’ superficialmente il tema dei “camorristi sotto chiave” che avrebbe potuto generare altri risvolti drammaturgici. Pironti si limita qui a contrapporre, nei personaggi di Salvatore e Ciccillo «’o bello guaglione» - l’uomo onesto traviato da una donna di malaffare che rimpiange il sano rispetto della famiglia, di sua moglie e sua figlia - e il camorrista senza scrupoli che fa invece sue le donne con la violenza. Entrato nel sistema delinquenziale e della giustizia sommaria – lì dove la giustizia statale condanna con poco i delinquenti protetti dalla presunta infermità mentale («ERNESTO […] Papele ’o figlio d’’a scema se fingette pur’isso pazzo quanno accedette ’a mugliera. ’O tribunale ’o dette diece anne; e io ca saccio ’o fatto ca isso vuleva mangià ncuollo ’a mugliera l’avarria cundannato a vita») – Salvatore non può far altro che vendicare con le proprie mani l’onore di sua figlia, violentata da Ciccillo, lavandone l’onta col sangue.


Edizione di riferimento

Tommaso Pironti, A Sant’Efremo. Bozzetto drammatico dialettale, Napoli, Libreria Ed. Teatrale Tommaso Pironti, s.a. (ma 1912 ca.).