Pasquale Ponzillo, 'O schiaffo, a cura di Serena Ruggiero


pdfScarica il testo in PDF

L’atto unico in versi di Pasquale Ponzillo, ’O schiaffo, mette in scena, come gli altri tre testi per il teatro dell’autore, le vicende di piccoli malavitosi napoletani di fine Ottocento.

Vicenda centrale del racconto la storia d’ amore tra Tore, un giovane di malavita, e Rosa, reso impossibile da un grave “peccato” di cui si è macchiato il “guappetiello” napoletano. Tore aveva in passato sfidato, ma soprattutto, oltraggiato il padre della sua amata dandogli uno schiaffo; come ci ci racconta don Peppino il portinaio del palazzo di Rosa in un dialogo con la madre della stessa,  Donn’ Agnese:

[…]

Don Peppino     Sape pure quann’’o pate avette ’o schiaffo?... Cu st’offesa fatta ’o pate, tene ’o core ’e nce f’ammore!

Ma,chi sa, qua juorno ’o frate, sape ’o fatto, e accire a Tore. (Scena III)


Don Peppe non solo ci fornisce il racconto dell’episodio scatenante di tutta la vicenda, ma ci preannuncia anche le conseguenze; Rosa, infatti, ha un fratello, Gennarino, che scoperta la storia della sorella con Tore, non può accettare l’idea che colui che ha disonorato suo padre entri in casa sua e sposi sua sorella; così decide di vendicare l’offesa e, in occasione di una serenata che Tore decide di dedicare alla sua amata Rosa, Gennarino lo sfida uccidendolo con un colpo di rivoltella e vendicando finalmente l’onore perduto di suo padre.

È  l’onore, o per meglio dire, il disonore,  il tema predominante nei testi del poeta pompiere che diviene causa di litigio, di morte, di vendetta.

Lo scrittore disegna ancora una volta, come per ’O tuocco, dei prototipi con i suoi personaggi: il piccolo malavitoso come Tore, l’uomo d’onore, Gennarino, il popolo che in un modo o nell’altro diviene partecipe di questa vicenda come don Peppe,  infine le innocenti  Donn’ Agnese e Rosa, macchiatasi della sola colpa di amare la persona sbagliata. Le donne sono figure importanti nei testi del Ponzillo, soprattutto le madri, presenza forte sulla scena, con la loro disperazione e il loro amore viscerale per i figli, amore che le rende personaggi veri e intensi, pieni di drammaticità, come pochi nei testi dell’autore.

La musica appare essere un altro elemento molto importante per il pompiere poeta, infatti alla fine di quasi tutte le copie rinvenute presso la Biblioteca Nazionale di Napoli, si trova uno spartito musicale  scritto proprio per ’O schiaffo dal musicista Donato De Caro.

La rappresentazione teatrale del dramma ebbe molta fortuna a Napoli: messo in scena al Real Teatro Mercadante, al Bellini e al S. Ferdinando, come leggiamo sulla terza e quarta edizione stampata del testo, fu in debito, per il suo successo, con la Compagnia Stella, nota compagnia teatrale napoletana del tempo; si notano infatti tra gli interpreti numerosi attori di spicco dell’epoca come Eduardo Minichini, ma soprattutto Antonio Allegretti al quale il testo è dedicato dall’autore come primo interprete del protagonista Gennarino.

Testimonianza di ciò una recensione pubblicata su «Il Proscenio – Giornale artistico teatrale» il 28 Gennaio 1897  in seguito alla rappresentazione presso il San Ferdinando, nella quale il bozzetto del Ponzillo definito «simpatico poeta popolare ed un sottufficiale benemerito del corpo dei pompieri» viene giudicato:

[…] rapidissimo nello svolgimento dell’azione, ha interessato vivamente il pubblico del nostro popolare San Ferdinando. Stasera se ne darà ancora una rappresentazione, e forse non sarà l’ultima, visto che esse vanno assumendo le proporzioni di un piccolo avvenimento, come chi dicesse il successo di una Cavalleria Rusticana … del teatro di via Pontenovo. […]

Sull’edizione indicata come “quarta edizione” di ‘O Schiaffo( Libreria Ed. Teatrale Tommaso Pironti, Napoli 1912), troviamo, inoltre, pubblicata una lettera datata 26 Marzo 1906 e firmata da Pietro Mascagni, nella quale anche il noto compositore italiano tesse le lodi dell’atto unico:

Carissimo Ponzillo,

ho letto con vero interesse il vostro Bozzetto Napoletano in versi e mi è grato esprimervi sinceramente il mio compiacimento: in esso ho ammirato la forma svelta, il sentimento popolare di grande efficacia ed in giusta misura e soprattutto la drammaticità incisiva e forte.

Nel congratularmi vivamente con voi, vi stringo la mano e vi saluto con amicizia.

Vostro

Pietro Mascagni.


 

Edizione di riferimento

Pasquale Ponzillo, ’O schiaffo. Bozzetto napoletano in versi, Napoli, Domenico Abbatino, 1901.


 

Altre edizioni

Pasquale Ponzillo, ’O schiaffo. Bozzetto napoletano in versi, Napoli, Libreria ed. Teatrale Tommaso Pironti, 1912.


 

Rappresentazioni

’O schiaffo, Teatro Nuovo di napoli, 24 Marzo 1902.

’O schiaffo,Teatro Bellini di Napoli, 28 Settembre 1899.

Real Teatro Mercadante.

S. Ferdinando.