Libero Bovio, 'O prufessore, a cura di Vincenzo Caputo


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Marginale è il tema della camorra e della malavita all’interno dell’opera teatrale ’O Prufessore… di Libero Bovio. L’atto unico, che fu pubblicato in editio princeps a Napoli presso l’editore Pierro nel 1921 (insieme a So’ dieci anni, Pulecenella e Vicenzella), è incentrato sull’amore del professore Mattia de Mattei per Nunziatina Palmera, la quale tradisce il professore con Luigino Avitabile. Questa relazione trascina l’uomo di lettere verso il baratro, oltre che economico, morale, dal momento che egli non esiterà a fingere di non aver visto il bacio di Nunziatina e Luigino, segno evidente della loro relazione, pur di non troncare la storia d’amore.

In realtà l’atto unico presenta, in generale, un gruppo di giovani dediti al malaffare (’Mbomma, Munacella, Serrafina e Ferdinandino) e, nello specifico, allo sfruttamento economico del professore de Mattei. La scrittura teatrale incede, nello specifico, su tre personaggi (i citati Mattia de Mattei, Nunziatina Palmera e Luigino Avitabile). Tali personaggi danno vita a un topico triangolo amoroso, il quale appare, fin dalla scena I, sapientemente orchestrato dai due popolani al fine di sfruttare la situazione (e, in questo senso, basterebbe citare le seguenti battute: «Nunziatina: E ’o vestito nuovo ce l’he fatto cosere tu… / Mattia: (con amara ironia, ripetendo l’abituale «espressione» di Nunziatina). È tuo fratello di latte… / Nunziatina: E p’ ’e sicarrette nce pienze tu… / Nunziatina: …ve site crisciute… / Nunziatina: E si tene na lira ’ncuollo… chella lira nce ’a daie tu… / Mattia: …Te vò bene… / Nunziatina: (come un soffio, nell’orecchio di Mattia:) E tu ne sì ggeluso…»). Risulta chiaro, in tale contesto, come Luigino e i suoi amici rappresentino, quindi, un gruppo di giovani delinquenti dediti a traffici illeciti. Lo si evince dalla scena II, dove a casa del professore il gruppo, che si è ormai abbandonato all’alcol, non trova di meglio che intonare la canzone di Raffaele Viviani – esplicitamente citata – Bammenella («I’ faccio amore cu ’o capo guaglione, / e caccio ’e llire p’ ’o fa cumparè […] / Tengo a nu bellu guaglione vicino / ca me fa rispettà…»). È sicuramente una trasfigurazione, sul piano musicale, della storia di Nunziatina Palmera, compagna di Luigino, la quale si mostra pronta a seguire strade equivoche pur di soddisfare i suoi bisogni. Non a caso la canzone sarà ripetuta nell’ultima scena proprio da Nunziatina, nel momento in cui Mattia la interroga sul perché del tradimento. Il professore è tanto inferocito, da minacciare la donna di morte (eloquente, a tal proposito, la risposta di Nunziatina: «Nzu! Te miette paura… Ca si no t’avesse voluto bene…»).

Giganteggia sicuramente, all’interno dell’opera, la figura della volubile e capricciosa Nunziatina, parente diretta di un’altra protagonista femminile del teatro boviano come Vincenzella, e giganteggia, soprattutto e contrario, la mamma del professore Mattia, Agnese de Mattei. Nella scena III l’anziana donna fa una visita improvvisa al figlio, dopo un lungo viaggio verso Napoli dalla provincia. Gli rivela il dolore del padre, che non lavora più la terra, la tristezza per la sua assenza e per la mancanza di notizie in uno scenario, quello della casa del figlio, dominato dall’alcol e dal decadimento morale. La mamma Agnese rappresenta, sicuramente, la “sanità” della provincia contadina rispetto al degrado in cui sono caduti Mattia e i suoi presunti amici (pochi anni dopo, nel 1929, sarà realizzata la canzone ’O Zappatore simile per tematiche, con musica di Ferdinando Albano).



Edizione di riferimento

L. Bovio, ’O Prufessore…, in Idem, Teatro, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1993, pp. 247-279.


Altre edizioni

L. Bovio, So' dieci' anne..., Pulecenella, 'O prufessore, Vicenzella, con due illustrazioni di E. Dalbono, vol. I, Napoli, L. Pierro, 1921.


Rappresentazioni

Non è possibile stabilire con precisione la data della prima rappresentazione.