Nota bio-bibliografica di Libero Bovio
a cura di Vincenzo Caputo

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 madre lunaFiglio dell’illustre patriota Giovanni Bovio, docente di Filosofia alla Real Università di Napoli, Libero Bovio nacque nel 1883. Accantonata l’idea – più materna che propria – di divenire medico, Bovio si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia senza terminare gli studi. Assecondò la propria propensione artistica, lavorando ai giornali del tempo (come il «Roma»), ma accettò anche un lavoro al Museo Nazionale.

Giornalista, ma soprattutto poeta e autore di canzoni, Bovio esordì prestissimo a teatro con l’opera Mala nova! (Napoli, Tip. Melfi & Jole, 1903). Il dramma si apre con una prefazione di Aniello Costagliola, attraverso la quale si inserisce Bovio nella lunga schiera di commediografi anti-scarpettiani. La scrittura teatrale appare una costante nella sua produzione letteraria, la quale affianca i capolavori poetici e musicali come, per citarne solo alcuni, Tu, ca nun chiagne! del 1915 (musica di Ernesto De Curtis), Reginella del 1917 (musica di Gaetano Lama), O paese d' 'o sole del 1925 (musicata da Vincenzo D’Annibale) e Passione del 1934 (musica di Ernesto Tagliaferri e Nicola Valente, ma si veda anche Guapparia del 1914 con musiche di Rodolfo Falvo). Ricordiamo, per quanto riguarda il suo teatro, il dramma napoletano in 3 atti, scritto insieme a Ernesto Murolo, Gente nosta (Napoli, Melfi & Joele, 1912, ma rappresentato per la prima volta nel 1908); le quattro opere pubblicate nel 1921 con due illustrazioni di Eduardo Dalbono presso la casa editrice napoletana Luigi Pierro (So’ dieci anne..., Pulecenella, ’O prufessore, Vicenzella); la commedia in 3 atti Spirto gentil (Napoli, Alfredo Guida, 1928); il dramma in due atti Casa antica (Napoli, Guida, 1931). A questa produzione si aggiungono novelle, articoli di giornale e – soprattutto – scritti commemorativi di personaggi illustri della “napoletanità” sia in ambito letterario (Francesco Mastriani, Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo e altri) sia in ambito artistico (si veda il ricordo del pittore Vincenzo Migliaro), i quali vanno a formare una sorta di epigrafe antologica della densa stagione culturale vissuta dalla città partenopea tra Otto e Novecento.

È l’idea che viene fuori anche da una semplice lettura dei tre volumi che raccolgono le sue opere (con la consulenza di Enrico Fiore, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1993) e, in particolar modo, della sezione di Scritti vari, dove troviamo anche le sue novelle. La sezione Teatro riporta le opere precedentemente citate con l’aggiunta di ’O macchiettista e l’esclusione di Gente nosta (la parte dedicata al poeta è, invece, nella sezione Poesie e canzoni). Bovio morì a Napoli nel 1942.


Bibliografia essenziale

G. De Filippis, L’arte di Libero Bovio. Conferenza tenuta al “Gruppo di Cultura Angiulli” l’8 maggio 1932, Napoli, s. n., 1932;

G. Somma, Ricordo di Libero Bovio, «La lettura», 16, 1942, pp. 599-604;

P. Gargano, Libero Bovio, Napoli, Mario Raffone Editore, 1992;

Da Bovio a Bovio: 1942-1992. Un omaggio tra teatro, musica e cinema, s.l., s.n., 1992.