Giancarlo Siani giornalista per la verità


Autore: a cura di Amato Lamberti, Geppino Fiorenza, Paolo Siani
Casa editrice: L'Isola dei ragazzi (Collana La nostra storia)
Anno: 2001
Genere: Raccolta di articoli giornalistici

Recensione di Annalisa Castellitti


...non esiste separazione definitiva, finché esiste il ricordo (I. Allende)

 

sianiL’obiettivo per il quale è stato pubblicato questo libro va cercato nella “parola chiave” che attraversa le oltre duecento pagine che lo compongono, a partire dal titolo: la verità. Quella verità che ha segnato la condanna a morte, eseguita il 23 settembre 1985, del giovane cronista Giancarlo Siani (collaboratore del periodico l'Osservatorio sulla camorra e poi corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano Il Mattino presso la sede distaccata di Castellammare di Stabia), il cui nome compare  nel lungo elenco delle vittime di camorra. A delineare il ritratto di questo «giovane come tanti, che amava la vita e che continuava a credere, nonostante tutto, che valesse sempre la pena di lottare per una società più giusta e civile» ed a raccontarne la vicenda, fino al tragico epilogo, sono i suoi stessi articoli, raccolti nel volume Giancarlo Siani giornalista per la verità (L’Isola dei Ragazzi, 2001), a cura di Amato Lamberti, Geppino Fiorenza e Paolo Siani. «Abbiamo deciso di raccogliere  e pubblicare di nuovo tutti gli articoli scritti da Giancarlo – spiegano i curatori nell’Introduzione – perché ci siamo resi conto che conservano ancora oggi un valore che va ben oltre la testimonianza di un impegno civile e professionale. Restano un modello di come sia possibile fare informazione pure nello spazio del pezzo di cronoca legato spesso ad eventi del tutto contigenti. […] Siamo convinti che questo libro potrà essere d’aiuto ai giovani che vogliono appunto capire la società nella quale vivono. Perché fornisce degli esempi di lettura corretta dei problemi, ma indica anche il modo in cui ciascuno può operare una lettura del contesto in cui si trova a vivere e dei problemi con i quali si trova a scontrarsi». Nel libro, suddiviso in due parti, trovano spazio le testimonianze di Paolo Siani (fratello di Giancarlo) e di Geppino Fiorenza (referente regionale di “Libera Campania”), nonché gli interventi dell’allora Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, di Amato Lamberti (ex Presidente della Provincia di Napoli), di Riccardo Marone (ex sindaco di Napoli), di Anna Maria Dominici (Direttore Generale Ufficio Scolastico regionale per la Campania), di Don Luigi Ciotti (Presidente Nazionale di “Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie”) e di Paolo Gambescia (ex Direttore de “Il Mattino”). Le altre pagine sono occupate dagli articoli di Giancarlo Siani, risalenti all’arco cronologico 1980-1985 e raggruppati per argomento: Inchieste, Camorra, Droga, Economia e Lavoro, Ambiente e Beni culturali. La scelta di questa selezione tematica ha lo scopo di «restituire in parte la molteplicità degli interessi di Giancarlo e la sua attenzione a problemi solo apparentemente distanti tra loro», dato che a quest’ultimo, «ricco di interessi, di slanci, di attenzione alla realtà nella quale viveva», interessava la società nel suo insieme con le sue dinamiche e le sue contraddizioni. Un giornalista precario di ventisei anni, che andava per le strade di Torre Annunziata con il suo taccuino per informarsi, per osservare, per capire, per raccontare la verità sull’intreccio tra camorra, politica e criminalità: così viene ricordato Giancarlo Siani da amici e parenti ed infine da coloro che in migliaia, dopo la sua scomparsa, hanno portato avanti, in tante scuole ed associazioni, una battaglia civile per far sì che il suo sacrificio potesse ricevere finalmente giustizia. In questo puzzle di parole e pensieri, che prende avvio dall’ultimo articolo firmato da Giancarlo Siani e pubblicato su Il Mattino del 22 settembre 1985 con il titolo Nonna manda il nipote a vendere l’eroina (clicca qui per leggere l’articolo), ogni pagina nata dalla sua mente «appare come un pezzo di un discorso più vasto, costruito giorno per giorno ma legato da richiami a quanto già detto e da collegamenti a quanto già accaduto». Tra i suoi articoli spicca quello apparso del 10 giugno 1985, nel quale Siani rivelava che l’arresto del boss locale Valentino Gionta sarebbe stato possibile grazie ad una “soffiata” fatta dal clan Nuvoletta ai carabinieri: “Torre Annunziata - scriveva Siani -  diventa una zona che scotta. Gionta Valentino un personaggio scomodo anche per gli stessi alleati. Un’ipotesi sulla quale stanno indagando gli inquirenti e che potrebbe segnare una svolta anche nelle alleanze della «Nuova famiglia». Un accordo tra Bardellino e Nuvoletta avrebbe avuto come prezzo proprio l’eliminazione del boss di Torre Annunziata e una nuova distribuzione dei grossi interessi economici dell’area vesuviana” (clicca qui per leggere l’intero articolo).



.