La camorra nel teatro 'alla Mastriani'
di Cristiana Anna Addesso   


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Abstract
L'opera di Francesco Mastriani è una fonte inesauribile di rappresentazioni della camorra sia in testi letterari che teatrali. Sul piano narrativo la 'trilogia socialista' di Mastriani, costituita da I vermi. Studi storici su le classi pericolose in Napoli (1863-64), Le ombre. Lavoro e miseria (1867) e I misteri di Napoli. Studi storico-sociali (1869-70), può essere considerata come un 'gigantesco catasto del male', una 'vera e propria enciclopedia', 'un centone antropologico-linguistico', come intelligentemente notava Antonio Palermo.
Ma Mastriani scrisse anche testi teatrali, di cui oggi in parte avevamo perso le tracce, e i suoi stessi romanzi ebbero una riduzione per le scene, avviando anche una moda di opere teatrali popolari a forti tinte ispirate al mondo della camorra.
Opportunamente Cristiana Anna Addesso dedica la sua ricerca a questo settore in parte sommerso della produzione teatrale mastrianesca, rappresentato in prevalenza dalla Compagnia di Federico Stella, a cui si affianca tutto un repertorio popolare a tema spiccatamente camorristico, che aveva per autori degli instancabili facitori di copioni come Ambrogio Bottini e soprattutto Eduardo Minichini. Il censimento e la sistemazione filologica e critica dei numerosi copioni manoscritti dei testi teatrali ottocenteschi sul tema della camorra è un lavoro di ricerca che trova in Cristiana Anna Addesso un sicuro punto d'avvio.
Sul piano delle intenzioni rappresentative la studiosa nota che i toni da commedia, utilizzati da Bottini e in parte anche da Minichini, allentano la tensione dei drammi alla Mastriani a sfondo camorristico, il cui obiettivo - come sottolineava l'attore Federico Stella a beneficio dei benpensanti e della polizia - non era impartire lezioni di delinquenza, ma denudare le piaghe sociali e mettere in scena la punizione del delitto ed il trionfo della virtù.