La malavita a teatro
di Giuseppina Scognamiglio   


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Abstract
La camorra nei suoi diversi aspetti ha sempre stimolato gli autori di opere teatrali, così che le rappresentazioni di storie di camorra si caricano proprio a teatro di attribuzioni di significati simbolici, trasmettendo al pubblico nella ricezione sia una subliminale (e forse consapevole) adesione a un modello idealizzato sia un rifiuto più emozionale che razionalmente consapevole.
Di qui si motiva la ricognizione fenomenologica della malavita a teatro effettuata da Giuseppina Scognamiglio, che analizza questo ambito tematico così complesso e variegato sia all'interno di macrostrutture testuali sia di opere brevi, in cui il tema della camorra svolge una specifica funzione costruttiva offrendosi, al di là dell'impianto che la ingloba, come materiale in qualche modo autonomo, destinato alla memoria, alla riflessione o anche solo all'apprezzamento intellettuale.
I presupposti sottesi alle diverse tipologie di rappresentazione della camorra nei testi teatrali sono concretamente verificati qui in un'esauriente e documentata rassegna critica di opere teatrali, che prende l'avvio dal dramma A bascio puorto (1887) di Salvatore Di Giacomo e Goffredo Cognetti, sino a comprendere opere teatrali della immediata contemporaneità, delineando così per la prima volta un percorso tematico organico, ovviamente tenendo conto delle diversità di autori che seguono un loro progetto d'arte, con modalità espressive del tutto diverse, e spesso con esiti di grande rilievo.