"Gomorra" di Roberto Saviano (2006)
di Alberto Casadei; Marcella Marmo   


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Abstract

Sottolineando il grande successo del libro, e successivamente della sua trasposizione cinematografica, Alberto Casadei chiarisce subito la difficoltà di collocare il testo in un genere preciso. Un elemento caratterizzante Gomorra è il mostrare come il Sistema non sia un problema locale, ma nazionale, anzi sovranazionale e che quindi coinvolga e interessi tutti i lettori. Se è principalmente un libro inchiesta rientra nel romanzesco, grazie a elementi di visionarietà che attribuiscono un carattere simbolico ai fatti narrati. A fare da modello è sicuramente il Pasolini scrittore-profeta, per il quale la letteratura svolge la funzione di rappresentazione-interpretazione forte della realtà. Casadei prosegue poi con precise e circostanziate analisi sul testo come opera letteraria.


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Abstract
Marcella Marmo, esperta studiosa di storia del Mezzogiorno, analizza la struttura del denso testo di Roberto Saviano, che ha il suo primo fascino enigmatico nella metafora biblica apocalittica del titolo, seguita dall'allusione, nel sottotitolo, ad un 'viaggio'.
Per Gomorra non è automatica l'etichettatura in romanzo, cronaca, genere fiction o no-fiction e altro. Marcella Marmo procede con intelligenza critica osservando le aporie del testo proprio per arrivarne a descrivere i nuclei omogenei.
Si nota così che le aporie del testo erano probabilmente inevitabili in un montaggio della tematica, e in una scrittura dove alla percezione letteraria di per sé totalizzante della guerra di camorra si è affiancata una congerie di elementi conoscitivi che esibiscono il fascino ambivalente del liberismo: la sociologia della mafia imprenditrice da sempre avara nella comparazione storico-sociale e la mole delle fonti giudiziarie ispirate a questa stessa deformante proiezione su un presente 'nuovista'; il radicalismo no-global fuso con i valori di una certa trasmissione del marxismo, come la rivolta etica contro lo sfruttamento.
Le ragioni del successo internazionale e duraturo di Gomorra sono spiegate da Marcella Marmo anche considerando il primato dei sentimenti tipico del post-moderno, che trova dunque declinazioni insieme corali e personali in questo libro in grado di produrre una percezione letteraria d'eccezione circa la storia camorrista recente e di attrarre lettori e lettrici di varia età e attrezzatura culturale.
La storica però avverte che il rischio da evitare, oggi come domani, è che retoriche buoniste prevalgano su una lettura più libera di questo giovane scrittore, la cui parola-verità trasmette soprattutto un racconto di orrori.