Giuseppe Ferrara, La camorra, a cura di Armando Rotondi



la camorra

Prodotto dalla Corona Cinematografica, La camorra è un breve documentario di Giuseppe Ferrara che analizza la criminalità organizzata a Napoli, diviso in due parti ben distinte. Una prima sezione del mediometraggio tratta, come dice la stessa didascalia introduttiva, della “Storia della camorra”. Nel raccontare le origini e l’evoluzione del fenomeno cammorristico dalla prima metà del XIX secolo sino agli anni ’60 del XX, Ferrara utilizza il materiale più vario: interviste, immagini d’epoca, stampe e spezzoni cinematografici. In questa prima parte viene analizzata la figura del guappo classico e le sue peculiarità. Si passa dallo sfregio ai tatuaggi, ognuno dei quali ha un significato specifico, quasi a raccontare la vicenda del camorrista che lo porta. Ferrara spiega, in maniera alquanto approssimativa a dire il vero, anche a causa del tempo limitato, le regole della camorra, nata, nella sua ottica, come ribellione alle leggi ufficiali ritenute ingiuste. Il camorrista fa parte della città di Napoli, sembra essere quasi esempio, negativo, cui le mamme indirizzano i bambini per guadagnarsi da vivere e che si ritrova in qualsiasi ambito della cultura popolare. Si pensi a tal proposito alle scene della “zumpata”, la lotta al coltello, simulate dalle marionette in un teatrino per il divertimento della popolazione. Ferrara mostra questa “guapparia”, quella classica prima del processo Cuocolo, e nota come i camorristi fossero considerati dal popolo quasi (anti)eroi, persone a cui pagare la tangente in cambio di protezione dai sopprusi. Dice il commento che essi possono aver avuto anche un ruolo progressista quando aiutarono Garbialdi nella cacciata dei Borbone. Dopo l'Unità d'Italia la corruzione si estese ai parlamentari ed iniziò la guerriglia tra politica e camorra che raggiunse il culmine con il processo Cuocolo nel 1912 , in cui vennero condannati molti capi della camorra. È la fine della camorra classica. Da quel momento, a detta degli autori, la criminalità organizzata partenopea diventa più docile e gestibile dalla classe dirigente. Un ulteriore colpo viene inferto dalla nascita del movimento operaio che segna una dsitinzione netta fra l’anima di ribellio verso un potere ingiusto, come quello della camorra originaria, e lotta sindacale.

Dopo il secondo conflitto mondiale, si vede una nuova prosperità della camorra che comandavva nelle strade di Napoli e controllava il mercato nero di sigarette, droga e altro ancora.

Ma anche questo epriodo, definito da Ferrara “gangsteristico”, arriva alla sua conclusione con la condanna di Pupetta Maresca, che nel 1955 vendicò l'omicidio del marito Pasquale Simonetti, detto Pascalone ‘e Nola (presidente dei prezzi negli ortofrutticoli per conto della camorra, boss emergente) e ispirò il film di Francesco Rosi “La sfida”.

Nella seconda parte il regista si interroga, invece, su “La camorra oggi”. Si tratta di una camorra più razionale e diversificata nei prodotti che gestisce, che non si manifesta più nella “guapperia”, ma diventa un vero racket organizzato che gode della protezione e della collaborazione della politica. Ferrara mostra interviste a commercianti del settore ortofrutticolo e di quello del bestiame. V’è chi nega l’esistenza della camorra, chi l’accetta, chi ancora, unendosi in cooperative, cerca di fronteggiarne il potere.

Giuseppe Ferrara realizza un documentario approssimativo nel ricostruire le vicende storiche della camorra. Emette giudizi che, forse con gli occhi dei posteri, appaiono affrettati e non lungimiranti, come quando afferma che camorra e mafia sono relitti del passato e che verranno presto superati perché non servono e non appartengono al nuovo capitalismo. Il documentario deve essere visto come un prodotto della sua epoca, quando ancora poco si parlava dell’argomento, dal punto di vista cinematografico, con il raro caso del film La sfida di Francesco Rosi, regista che ha esercitato non poca influenza su Ferrara, e con la trilogia di Pasquale Squitieri ancora lontana. Rimane tuttavia lo stile di Giuseppe Ferrara che già qui mostra quegli elementi che saranno tipici del suo cinema: un’attenzione particolare rivolta all’inchiesta, impegno civile, alla ricostruzione storica e filologica. Elementi che caratterizzano la sua doppia anima di cineasta e studioso-saggista.


Scheda tecnica

La camorra

regia di Giuseppe Ferrara

musica di Franco Potenza

montaggio di Claudio Racca

produzione Italia, 1965

durata 23 minuti


Link esterni

http://cinestore.cinetecadibologna.it/video/dettaglio/21030