Giuseppe Gagliardi, Tatanka, a cura di Armando Rotondi




tatanka

Michele e Rosario sono amici d'infanzia. Vivono a Marcianise, paese del Casertano dove la legge della camorra è forte e lo Stato sembra essere assente. Il destino dei due però prende strade diverse: Rosario diviene un boss, mentre Michele sceglie per se stesso un altro futuro. Viene iniziato alla boxe dall’allenatore Sabbatino e, pian piano, si fa in lui strada l’idea di poter andare avanti sino alle Olimpiadi. Tuttavia, per non dispiacere l’amico, Michele partecipa al saccheggio di un deposito alimentare e finisce otto anni in prigione, con l’accusa di omicidio. Lì continua ostinato ad allenarsi. Scarcerato decide di riprendere da dove aveva lasciato. Ma la camorra e la malavita si fanno subito avanti e inghiottono Michele nel loro sistema. Il giovane si ritrova assoldato e a partecipare a incontri in centri commerciali e a match truccati. Ma presto decide di rompere con il sistema, ricercando strenuamente orgoglio e riscatto. Va in Germania e riprende, imperterrito, la lunga strada che lo porterà a coronare il suo sogno.

Nel drammatizzare l’articolo Tatanka Skatenato di Roberto Saviano, contenuto nel volume La bellezza e l’inferno (2009), e la vita del pugile Clemente Russo, anche protagonista della pellicola, Giuseppe Gagliardi fa sua la lezione di Matteo Garrone e del Gomorra (2008) cinematografico. L’inizio della pellicola di Gagliardi, con i palazzi popolari e poi uno sparo, non possono non ricordare gli ambienti e le atmosfere già immortalate da Garrone. Gli stessi protagonisti Michele e Rosario, nella prima parte del film, quando sono ancora giovani, non sono così lontani dai ragazzi interpretati da Ciro Petrone e Salvatore Ruocco. Questa comunanza viene sottolineata anche dalla presenza di due sceneggiatori comuni sia a Gomorra che a Tatanka: Maurizio Braucci e Massimo Gaudioso. Tatanka, che in lingua lakota vuol dire bisonte ed è il soprannome sia di Russo nella vita reale che del protagonista del film, si sviluppa, tuttavia, in maniera diversa dal suo illustre predecessore. Gagliardi drammatizza in tutto e per tutto la vita di Clemente Russo, argento alle Olimpiadi di Pechino, e l’articolo di Saviano, ricavandone una pellicola dal sapore classico con l’archetipo dei due amici (o fratelli) che prendono percorsi diversi e si trovano in fazioni opposte. La pellicola risulta classica anche perché si inserisce, egregiamente, nel filone del film sportivo in cui lo sport, e la box e il combattimento in particolare, viene visto come mezzo per ottenere un riscatto sociale, come scintilla che scatena un moto d’orgoglio. Il primo Rocky e la filmografia di John G. Avildsen bene lo insegnano.

Nonostante questo Gagliardi riesce a rimanere fedele ai punti chiavi dello scritto di Saviano, che descrive Marcianise come un grande paese in cui la legge della camorra è padrona, dove nel 1998 fu imposto il coprifuoco, ma che è anche la capitale italiana, se non europea, del pugilato, dove vengono forgiati i campioni. Ed in effetti la boxe, e gli allenatori che guadagnano davvero poco rispetto ai colleghi di altre discipline, spinge i giovani a non stare nelle strade, a non essere fagocitati dal sistema camorristico. Clemente Russo, campione vero del pugilato amatoriale italiano, ci mette rabbia e passione. Gagliardi si dimostra ancora una volta regista di talento, utilizzando con grande padronanza i mezzi a disposizione e regalando alcune sequenze davvero forti o adrenali che. Si pensi a come egli descrive i modi d’agire di alcuni poliziotti, costretti a lavorare al “fronte”, oppure le scene di pugilato, in cui si evince anche un sagace uso della colonna sonora, con, in primo luogo, la Gymnopédie numero 1 di Erik Satie, vero leitmotiv della pellicola.


Scheda tecnica

Tatanka

regia di Giuseppe Gagliardi

soggetto da Tatanka Skatenato di Roberto Saviano

sceneggiatura di Maurizio Braucci

fotografia di Michele Paradisi

montaggio di Simone Manetti

musiche di Peppe Voltarelli

con Clemente Russo, Rade Serbedzija, Giorgio Colangeli

produzione Italia 2011

durata 104 minuti


Bibliografia essenziale

R. Saviano, Tatanka Skatenato, in La bellezza e l’inferno, Milano, Mondadori 2009, pp. 81-94.


Link esterni

http://www.tatankailfilm.it/