Anonimo, Nella camorra (Scene di malavita napoletana), a cura di Armando Rotondi



Nella camorra (Scene di malavita napoletana) è un film muto andato perduto, di cui ignoto rimane il nome del regista. Si ha conoscenza, tuttavia, della casa di produzione, ovvero la Ambrosio Film di Torino che già nel 1906 aveva finanziato La camorra napoletana. Le due pellicole vengono realizzate in momenti emblematici della storia della camorra, quando si segna il passaggio dalla vecchia alla nuova era: il 5 giugno 1906 avviene l’omicidio del basista della camorra Gennaro Cuocolo a Torre del Greco, cui segue nel 1911-12 il processo di Viterbo che vede come imputati molti esponenti della camorra napoletana. Del processo Cuocolo viene realizzato anche un adattamento cinematografico ai tempi del muto diretto da Elvira Notari. Controverse sono le datazioni della pellicola della Notari con la maggior parte delle fonti bibliografiche che indicano l’anno di produzione 1909, anno in cui il sostituto procuratore generale Michele Ciancaglini rinvia a giudizio presso la Corte d'Assise di Napoli ben 47 imputati, mentre l’Internet Movie Database colloca la pellicola al 1912, dopo, quindi, il processo di Viterbo. Regista ignoto, come detto, ma di Nella camorra (Scene di malavita napoletana) si hanno, comunque, notizie relative al cast che vede Alberto Capozzi, tra i principali attori dell’apoca, Mary Cléo Tarlarini e Luigi Maggi. A tale proposito si legga la critica al film a firma di “Carambolage” e comparsa su La vita cinematografica di Torino, il 15 marzo 1911:

“È con vero rincrescimento ch’io parlo di questa film della notissima Casa Torinese, la quale, se dal lato artistico ci ha presentato una pellicola finita a rispondente alla legge della tecnica, dal lato del soggetto e della moralità invece porge il fianco alla critica più acerba. Io non discuto il lavoro, che se di questo mi dovessi occupare, dovrei senza meno dire che non risponde al vero e che il tutto è completamente di nesso logico; io dico che di questi soggetti, mai e poi mai dovrebbe tentarsi la riproduzione in cinematografia, sia perché sono una deplorevole glorificazione delle brutture umane e della immoralità, che il pubblico tutto ormai vuole riscontrare in ogni creazione, sia perché da se stessi formano una collana di fatti obbrobriosi ed indegni dell’attenzione dell’artista e della gente chiamata a giudicare.

Purtroppo al di là delle Alpi l’eco delle nostre cronache cittadine ha una ripercussione dolorosa; perché a tanto voler aggiungere una prova così lampante e materiale del come avvengono presso di noi i delitti, e quali le cause che generano gli stessi nella bassa classe del popolo?

Camorra è, dunque, una pellicola destinata… al cestino, e ciò mi spiace dirlo, per la Casa Ambrosio che tanto ha fatto per la riuscita della film che, come dissi in principio, artisticamente vale… e molto.”


Scheda tecnica

Nella camorra (Scene di malavita napoletana)

regia di ignoto

con Alberto Capozzi, Mary Cléo Tarlarini, Luigi Maggi

produzione Italia, 1911

durata ignota


Bibliografia essenziale

Carambolage, Nella camorra (Scene di malavita napoletana), in "La vita cinematografica", 15 marzo 1911.