Lucio Fulci, Luca il contrabbandiere, a cura di Anna Luise



Vivrete in prima persona tutte le lotte e le violenze del contrabbando italiano


luca il contrabbandiere

Luca Ajello è un contrabbandiere di sigarette che opera a Napoli ed ha ai suoi ordini  una squadra di motoscafisti. Dopo un inseguimento in mare da parte della polizia, Luca sospetta che il suo rivale, Sciorino, stia tentando di incastrarlo passando informazioni alla polizia. Il fratello di Luca, Michele, invece è convinto che a fare il doppio gioco sia Perlante, un playboy invischiato con la camorra. Qualche tempo dopo Luca e Michele cadono vittime di un'imboscata organizzata da  alcuni finti poliziotti: Michele viene ucciso, mentre Luca si salva per miracolo. Perlante gli consiglia di lasciare per un po' di tempo la città, ma Luca rifiuta. Al funerale, celebrato nel golfo con il seguito di una flotta di motoscafi, Luca giura di vendicare il fratello. Decide di affrontare Sciorino ed entra nella sua abitazione, ma viene disarmato e brutalmente picchiato. Sciorino gli risparmia la vita e gli dice che lui non c'entra niente con la morte del fratello. Una soffiata spinge Luca a seguire la pista di un tale “Marsigliese”, un trafficante di droga. Raggiunge la sua barca Luca, vi trova uno degli spacciatori del “Marsigliese” e lo tortura fino ad ottenere informazioni sul suo capo. Telefona a Perlante per saperne di più su questo individuo, che sembra si stia mettendo d'accordo con le organizzazioni camorristiche per il traffico di droga. La crudeltà del “Marsigliese” è subito dimostrata dal modo in cui punisce Ingrid, una ragazza che ha cercato di imbrogliarlo con una partita di droga fasulla: l’uomo, infatti, le brucia parte del viso con una fiamma ossidrica. Poco dopo ordina una serie di attentati per eliminare alcuni boss che lo osteggiano, tra questi c’è Perlante, ma il suo braccio destro, Alfredo Squillante, arriva prima di lui nella camera da letto e aziona inavvertitamente una bomba, morendo al posto suo.A questo punto Perlante fa da mediatore tra il “Marsigliese” e i boss della camorra, invitando anche Luca, che dovrebbe mettere a disposizione la sua squadra di motoscafisti. Luca però rifiuta e convince i boss a fare altrettanto.Il giorno dopo, una massiccia operazione della guardia di finanza rastrella quasi tutti i contrabbandieri, eccetto Luca, salvato da Sciorino, che gli propone di allearsi contro l'avversario straniero. La riunione è prevista nell'abitazione di Perlante, ma subito Luca si accorge di essere stato attirato, insieme a Sciorino, in una trappola. Segue una sparatoria, nella quale Sciorino ha la peggio, ma riesce a colpire alla gola Perlante, che era d'accordo con il “Marsigliese”. Luca riesce a salvarsi e fugge, ma il “Marsigliese” gli rapisce la moglie Adele, la fa violentare brutalmente e ne fa ascoltare le grida d'aiuto a Luca, al telefono, in modo che l'uomo cederà alle sue richieste di collaborazione. Questa è la goccia che fa traboccare il vaso: un vecchio boss della camorra, don Morrone, interrompe il suo ritiro forzato e chiama a raccolta tutti i vecchi boss, che tornano a maneggiare le armi e ingaggiano una lunga sparatoria contro gli uomini del “Marsigliese”, facendo una strage. Il “Marsigliese” però riesce a fuggire, ma viene inseguito da Luca, che gli spara facendolo cadere in una discarica di rifiuti. Il film uscì nelle sale italiane l'8 agosto 1980 e incassò in totale 756.203.707 lire. La critica italiana accusò il film di troppa violenza, ma non negando a Fulci il virtuosismo della sua regia. Il Corriere della sera scrisse: «Diretto con mano veloce e mestiere smaliziato da Lucio Fulci, il film annovera purtroppo truculenti effettacci, ma le sequenze degli inseguimenti dei motoscafi sono efficaci e il disegno di una certa Napoli è colorito». Paolo Mereghetti accolse il film molto male, scrivendo: «Luca il contrabbandiere è un noir urbano di rara cretineria». La rivista Notturno invece ha scritto: «Fulci sventra dall'interno qualunque forma precostituita e la riplasma». Secondo Gordiano Lupi: «Fulci amava molto questo film e lo considerava una delle sue opere più riuscite. Non aveva torto». Il film si ispira ai noir di Fernando Di Leo e soprattutto alla sceneggiata napoletana, ma lo fa con il caratteristico stile di Lucio Fulci, vale a dire rivoltando il genere e contaminandolo con l'horror.


Scheda tecnica


REGISTA: Lucio Fulci

SCENEGGIATURA: Lucio Fulci, Ettore Sanzò, Gianni De Chiara, Giorgio Mariuzzo

FOTOGRAFIA: Sergio Salvati

MONTAGGIO: Vincenzo Tomassi

MUSICHE: Fabio Frizzi

PRODUZIONE: Primex Italiana c. m. r. Cinematografica

PAESE: Italia 1980

GENERE: Noir, Splatter

DURATA: 97 Minuti


RUOLI ED INTERPRETI

Fabio Testi: Luca Ajello

Ivana Monti: Adele Ajello

Guido Alberti: Don Morrone

Daniele Dublino: Assistente Procuratore

Enrico Maisto: Michele Ajello

Giordano Falzoni: Dottore

Giulio Farnese: Alfredo Ajello

Fabrizio Jovine: Ufficiale della Finanza

Ofelia Meyer: Ingrid

Ferdinando Murolo: Sciorino

Tommaso Palladino: Capece

Venantino Venantini: Tarantino

Ajita Wilson: Luisa, “ la napoletana ”

Marcel Bozzuffi: Il Marsigliese

Saverio Marconi: Luigi Perlante

Lucio Fulci: Vecchio Camorrista

Luciano Rossi: Uomo del Marsigliese

Salvatore Billa: Uomo del Marsigliese

Nello Pazzafini: Killer