Nota bio-bibliografica di Enrico Caria
a cura di Maria Griffo

TORNA a Vedi Napoli e poi muori

L'era glaciale


enrico cariaEnrico Caria (Roma, 7 agosto 1957) è un regista, sceneggiatore, scrittore, giornalista e disegnatore satirico che, anche in collaborazione con L'Osservatorio sulla camorra, si è spesso occupato di crimine e illegalità.

Vignettista e giornalista per Paese Sera, La Repubblica, L'Unità, Il Mattino, Roma, Italia Sera, Cuore, Boxer, Caria è autore di due libri, Bandidos (Feltrinelli) e L'uomo che cambiava idea (Rizzoli), di sceneggiature per la radio e la televisione, tra cui Isso, essa, o malamente e L'uomo della fortuna, e ha raggiunto la notorietà come autore e inviato della trasmissione televisiva Le iene.

Ha esordito dietro la macchina da presa con 17, ovvero: lincredibile e triste storia del cinico Rudy Caino, con Peppe Barra, prima commedia graffiante di una trilogia di cui è anche sceneggiatore, che mescola noir e satira, fotografando senza pietà la situazione del nostro paese, e che continua con Carogne - Ciro and me, con Alessandro Haber, Carlotta Natoli e Leo Gullotta, e Blek Giek, con Biagio Izzo e Lillo&Greg.

Del 2006 è il suo lungometraggio in digitale Vedi Napoli e poi muori, in cui “tutto è raccontato benissimo, in uno stile popolare che fa ridere, fa disperare, fa riflettere” (La Stampa), un film che "martella cuore e cervello con passione e inventiva” (Il Messaggero).

La sua ultima fatica è L'era legale, una pellicola che ha come punto di riferimento Zelig di Woody Allen, e che racconta le tragicomiche avventure di Nicolino Amore, interpretato da Patrizio Rispo, il quale diventa sindaco di Napoli e sconfigge definitivamente la criminalità organizzata grazie alla legalizzazione delle droghe. Il protagonista, proprio come in Zelig, è inserito all'interno di un mockumentary, cioè un falso documentario, costruito, però, dal punto di vista formale sullo stile del documentarismo storico e scientifico anglosassone, con voce narrante, intreccio di immagini di repertorio e amatoriali, fotografie e interviste a gente comune o nota come Pietro Grasso, Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Tano Grasso, sempre insistendo sui toni della commedia surreale e graffiante perché, per usare le parole dello stesso Caria, attraverso la commedia si può "andare in profondità nell'analisi di questioni scottanti come la criminalità o il narcotraffico, però riuscendo anche a fare buon intrattenimento per coinvolgere più spettatori possibile".