'A67, TammorrAntiCamorra, a cura di Rita Duraccio



TammorrAntiCamorra è una canzone del 2008 tratta dall’album Suburb degli 'A67, il noto gruppo crossover di Scampia. Il brano è dedicato a Don Peppe Diana, il parroco ucciso dalla Camorra per il suo impegno antimafia il 19 marzo 1994 a Casal di Principe.

In TammorrAntiCamorra gli artisti strumentalizzano l’irruenza della tammurriata, che qui diviene una vera e propria arma per ribellarsi al Sistema tramite la magia della musica folkloristica. La voce dell’arte dice no alla Camorra, ai suoi affari che odorano di morte, e invita tutti ad avere il coraggio di non restare a guardare impassibili. Bisogna reagire, anche a costo di «divenire di sale», così come Lot si voltò a guardare atterrita la distruzione di Sodoma e Gomorra e divenne una statua di sale. È chiarissimo il messaggio della canzone: «è giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra» e non bisogna temere di affrontare la malavita, perché la dignità è molto più forte della paura. Questa è una realtà che gli 'A67 conoscono molto bene, è il mondo che hanno visto con i loro occhi. La band nasce infatti come risposta ad una condizione sociale difficile che caratterizza Scampia, la periferia nord di Napoli da cui provengono, meglio nota come 167, dall’omonima legge per l’edilizia popolare che ha autorizzato la costruzione del quartiere, vero e proprio teatro della guerra quotidiana tra i clan camorristici. E così il gruppo ha unito le proprie forze con quelle di Roberto Saviano, autore del celeberrimo best seller Gomorra. Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra (2006), il quale ha avuto il coraggio di farsi avanti ed affrontare pubblicamente i capi casalesi, quel coraggio che gli 'A67 vorrebbero che la popolazione partenopea nella sua interezza riuscisse finalmente ad avere.

Di grande effetto sono le immagini delle uccelle, degli avvoltoi e della scacchiera sulla quale resterà una sola pedina, utilizzate per indicare che i camorristi in realtà sono delle marionette giostrate da potenti burattinai, i quali regnano al di sopra del Sistema e si servono dei loro fantocci per arricchirsi. In questo modo, i boss finiranno solo per annientarsi tra loro stessi.

Ecco qui di seguito il testo di TammorrAntiCamorra:

Canto:

Voce 'e popolo, voce 'e Dio,
se 'a paura fa nuvanta,
'a dignità fa cientuttanta.

Voce 'e popolo, voce 'e Dio,
se 'a paura fa nuvanta,
'a dignità fa cientuttanta.

Voce recitante:

Non permettiamo, uomini, che le nostre terre diventino luoghi di camorra, diventino un'unica grande Gomorra da distruggere. Non permettiamo, uomini di camorra, non bestie, uomini come tutti, che quello che altrove diventa lecito trovi qui la sua energia illecita. Non permettiamo che altrove si edifichi ciò che qui viene distrutto, create il deserto attorno alle vostre ville, non frapponete tra ciò che siete e ciò che volete solo la vostra assoluta volontà.

Ricordate: allora il signore fece piovere dal cielo su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco. Egli distrusse quelle città, tutta la pianura, tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo, ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale. Dobbiamo rischiare di divenire di sale, dobbiamo girarci e guardare cosa sta accadendo, cosa si accanisce su Gomorra, la distruzione totale, dove la vita è sommata o sottratta alle vostre operazioni economiche.

Non vedete che questa terra è Gomorra? Non lo vedete? Ricordate: quando vedranno che tutto il suolo sarà zolfo, sale, arsura e non vi sarà più sementa, né prodotto, né erba risorta, che vi cresca come dopo la rovina di Sodoma, di Gomorra, di Aldoma, che il Signore distrusse nella sua ira e nel suo furore.
Si muore per un sì o per un no, si da la vita per un ordine o una scelta di qualcuno, fate decenni di carcere per raggiungere un potere di morte, guadagnate montagne di denaro che investirete in case che non abiterete, in banche dove non entrerete mai, in ristoranti che non gestirete, in aziende che non dirigerete. Comandate un potere di morte cercando di dominare una vita che consumate nascosti sotto terra, circondati da guardia spalle, uccidete e venite uccisi, in una partita di scacchi il cui re non siete voi, ma coloro che da voi prendono ricchezza, facendovi mangiare l’un con l’altro, fin quando nessuno potrà fare scacco e ci sarà una sola pedina nella scacchiera. E non sarete voi.
Quello che divorate qui lo sputate altrove, lontano, facendo come le uccelle che vomitano il cibo nella bocca dei loro pulcini, ma non sono pulcini quelli che imbeccate, ma avvoltoi, e voi non siete uccelle ma bufali, pronti a distruggersi in un luogo dove sangue e potere sono i termini della vittoria. È giunto il tempo che smettiamo di essere una Gomorra.

Canto:

Se 'a paura fa nuvanta,
'a dignità fa cientuttanta.
Girò, girò, girotondo,
sarebbe bello il mondo
senza camorra,
senza la guerra,
senza camorra e senza la guerra,
putesseme sta 'n pace
'ngoppe a 'sta terra.


Come si evince dallo stesso titolo, musicalmente la canzone si ispira a tammorra (traduzione letterale “tamburelli”) e tammurriata. Questo termine, fino a relativamente poco tempo fa, designava soltanto una forma musicale, ma ultimamente è passato a denotare anche una complessa forma di ballo accompagnata da strumenti e canto, tipica di una vasta area che comprende le zone di Napoli, Volturno, Caserta, Agro Nocerino, Nola e Costiera Amalfitana. La tammurriata è caratterizzata da un ritmo vivace ed è in tempo binario. Gli strumenti tipici utilizzati sono: la tammorra, grande tamburo con cornice dipinta e sonagli di latta; le castagnelle o nacchere, usate dai ballerini; il putipù o caccavella; il triccheballacche, martello di legno intelaiato con sonagli; la treccia, fatta con campanelli di biciclette; lo scacciapensieri; il flauto; lo scetavajasse, bastone dentato con sonagli metallici che viene strofinato da un bastoncino.

Il brano degli 'A67 è suddiviso in tre parti, articolate in canto-recitativo-canto. Il canto è di Marcello Colasurdo, mentre la voce recitante è di Roberto Saviano. Tra una parte e l’altra impera l’assolo del sassofono. Predominante è l’uso del tamburello.

Gli artisti che attualmente compongono il gruppo, creato dal regista e scenografo napoletano Antonio Capuano, sono:

Daniele Sanzone (voce)

Enzo Cangiano (chitarra)

Andrea Verdicchio (sassofono e tastiere)

Gianluca Ciccarelli (basso)

Luciano Esposito (batteria)

Il loro primo album, 'A camorra song'io (Polosud, 2005), denuncia la situazione di degrado del quartiere di Scampia e nel 2007 è utilizzato anche come colonna sonora della fiction Senza filtro: Scampia 2007. Nel 2006, in collaborazione con Amnesty International e Radio Popolare, sono protagonisti dello spettacolo ALIEN'AZIONE. Dallo spazio periferico dritti al centro. Del 2007 è Voglie parlà!, percorso di educazione alla legalità nelle scuole con Regione Campania, Libera e Amnesty International, a cui partecipa anche Roberto Saviano. Nell'estate dello stesso anno sono in Brasile, come rappresentanti dell'Italia, alla Feira de Fortaleza. A maggio 2008 esce il loro secondo disco, Suburb (Edel Records, prodotto da Polosud con Sognavento), un vero e proprio concept album dedicato alle periferie del mondo. Nell’autunno successivo sono a Bochum, in Germania, alla manifestazione Progetto Periferia, e girano il videoclip Chi me sape al MAV, il Museo Archeologico Virtuale di Ercolano. Realizzano inoltre lo spettacolo Generazione Suburbe, con Giancarlo De Cataldo, al Festival Politicamente Scorretto, diretto da Carlo Lucarelli. In seguito, sono a Tor Bella Monaca (Roma), nel teatro diretto da Michele Placido, e all'Auditorum di Scampia, ospiti di Punta Corsara. Nel 2009 entra nella band il bassista Gianluca Ciccarelli, per sostituire Alfonso Muras, il quale lascia il gruppo alla volta dell'Australia. Nel marzo 2009 partecipano alla quattordicesima manifestazione nazionale Giornata dell'impegno e della memoria, creata contro le mafie, in piazza Plebiscito a Napoli. Nel 2010 esce Scampia Trip (libro-cd-film), un progetto multimediale che si pone il fine di ricostruire la vita del quartiere omonimo.