Mario Gelardi e Autori Vari, La ferita, voci contro la camorra, a cura di Annalisa Castellitti



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la ferita

La trasposizione teatrale del testo narrativo La ferita. Racconti per le vittime innocenti di camorra, diretta dallo stesso Mario Gelardi, è stata portata in scena nelle scuole della Campania, risultando un’esperienza umana di valore morale e civile, grazie al suo messaggio fortemente didascalico. Gli interpeti de La ferita, voci contro la camorra. Reading di parole, musica e coscienza sociale (tra cui Ivan Castiglione, Adriano Pantaleo, Francesco Di Leva, Maddalena Stornaiuolo, Daria D’Antonio e Giuseppe Gaudino) testimoniano con le loro «voci anticamorra» il sacrificio delle vittime innocenti della malavita. La ferita, dunque, non va intesa solo come un’antologia di racconti, frutto di una scrittura a più mani, bensì come l’occasione di rendere noto al grande pubblico, nonché ai giovani spettatori, un vero e proprio documento di vita reale, nel quale confluisce – a detta del regista – la «precisa presa di posizione da parte degli autori ed interpreti che, con le loro parole e le loro voci, lanciano un allarme che deve restare sempre vivo».

Il reading muove dal ricordo del giornalista Giancarlo Siani, ucciso nel 1985, a soli 26 anni, nel quartiere napoletano del Vomero. «Giancarlo - spiega Angelo Petrella nel brano Impercettibili sfumature - lavorava come corrispondente da Torre Annunziata per il quotidiano "Il Mattino". Agli esordi della sua carriera aveva cominciato ad interessarsi alle problematiche del disagio e dell'emarginazione sociale, ma ben presto passò all'indagine sulla realtà della malavita e delle famiglie camorristiche napoletane». Raffaele Pastore, protagonista del brano Cani sciolti di Giuseppe Miale di Mauro, invece «fu ucciso a Torre Annunziata il 23 novembre 1997, perché si era rifiutato di pagare il pizzo ai camorristi e li aveva denunciati». Nel brano Il posto sbagliato, Mario Gelardi racconta la storia di Gigi Sequino e Paolo Castaldi, due amici ventenni che furono uccisi per sbaglio in un agguato la sera del 10 agosto del 2000 nel quartiere di Pianura a Napoli. I killer li freddarono mentre, fermi in macchina, facevano progetti per le vacanze estive. «La loro unica colpa - sottolinea Gelardi - fu quella di trovarsi al posto sbagliato nel momento sbagliato: scambiati per due guardaspalle di un boss, vennero uccisi da quattro sicari». Nota è anche la tragica morte di Annalisa Durante, la quartodicenne napoletana uccisa per errore il 27 marzo del 2004. «Stava chiacchierando in compagnie di alcune cugine sotto il portone di casa - narra Rosario Esposito La Rossa nel brano Buonanotte Annalì - quando sopraggiunsero due uomini a bordo di una moto che spararono al ventenne Salvatore Giuliano. Durante lo scontro, la ragazza fu colpita al capo e cadde in una pozza di sangue». Domenico Noviello, la cui vicenda viene raccontata da Daniela De Crescenzo in Mio padre Domenico Noviello, «era il titolare di una scuola guida, il quale aveva denunciato una banda di estorsori che furono poi arrestati dai carabinieri. Fino al 2003 aveva fatto parte del sistema di protezione poi, da allora, era rimasto senza scorta e fu ucciso nel 2008 a Castel Volturno da due killer armati di pistola». È ancora Mario Gelardi in Un dolore come un'isola a ricordare la piccola Simonetta Lamberti, la prima bambina uccisa dalla camorra, mentre Roberto Russo dedica il suo racconto Alla fine del Viale a Silvia Ruotolo, uccisa a 39 anni l'11 giugno 1997 davanti gli occhi dei figli. «L'obiettivo - narra l'autore - era Salvatore Raimondi, affiliato di un clan camorristico. Quaranta proiettili volarono dappertutto, ferendo un ragazzo e uccidendo sul colpo Silvia».


Edizione di riferimento

Testo fornito direttamente dall'autore.


Altre edizioni

La ferita. Racconti per le vittime innocenti di camorra, Napoli, Ad est dell'equatore, 2009.


Rappresentazioni

Marzo 2009: Teatro Trianon (Napoli), Teatro delle Arti (Salerno), Teatro Comunale (Benevento), Auditorium del Museo Mav (Ercolano), Complesso Stabia Hall (Castellammare di Stabia), Teatro San Ferdinando (Napoli).

Drammaturgia: Rosario Esposito La Rossa, Mario Gelardi, Roberto Saviano, Angelo Petrella, Peppe Ruggiero e Giuseppe Miale di Mauro. Regia: Mario Gelardi. Interpreti: Ivan Castiglione, Adriano Pantaleo, Francesco Di Leva, Maddalena Stornaiuolo, Daria D'Antonio, Giuseppe Gaudino, Rosario Esposito La Rossa. Produzione: Teatri della Legalità, a cura de I Teatrini.


Servizio televisivo del Tg3: presentazione e reading del libro La ferita. Racconti per le vittime di camorra, a cura di Mario Gelardi.