Enrico Caria, L'era legale, a cura di Armando Rotondi



era legale

Che cos’è un mockumentary? In linea di principio si tratta, come si può ben intuire dalla parola inglese, di un falso documentario, che racconta storie fittizie e inventate, ma con un stile e una tecnica che rispecchiano fedelmente il taglio delle varie produzioni documentaristiche cinematografiche. Il termine “mock” fa comprendere una sorta di presa in giro, quasi un implicito intento parodico: parodiare il tema che si affronta o parodiare il mezzo, ovvero quello del cinema documentario, che si usa. Ed in effetti mockumentary è una terminologia davvero adatta per definire L’era legale di Enrico Caria, con Patrizio Rispo, presentato in anteprima al Torino Film Festival nel dicembre 2011. Un finto documentario che ha anche elementi fantascientifici, a cominciare dall’anno in cui la “storia si svolge”: il 2020.

Per quella data infatti Napoli sarà una città diversa, la più legale e ricca della Terra. Merito del primo cittadino Nicolino Amore (P. Rispo), figlio di una contrabbandiera dei Quartieri Spagnoli e lui stesso ex-galeotto. Attraverso un’incredibile ascesa, a diventare il vero sindaco-eroe, protagonista del mutamento della città, legalizzando le droghe e dando così scacco alla camorra, debellandola completamente.

La questione della legalizzazione, anche se raccontata con ironia e umorismo, non è da poco e ne è consapevole il regista Caria. In un’intervista rilasciata a Francesco Durante per il “Corriere del Mezzogiorno”, dichiara: “Beh, è sicuramente un'utopia farlo solo a Napoli; e poi, certo, si pone un problema etico non indifferente. D'altra parte, il fallimento del proibizionismo sta sotto i nostri occhi: la droga è ovunque, rappresenta il 70/80 per cento del fatturato delle mafie. Hai voglia di far sequestri, se non chiudi il rubinetto la questione non si risolve. Mi diceva il magistrato Vincenzo Macrì, già vice di Pietro Grasso (nel mio film ha una partecipazione amichevole), che in presenza di una crisi economica come l'attuale, i narcos potrebbero essere in grado di guidare la ristrutturazione dell'economia mondiale. Hanno tanti soldi che non puzzano, e possono comprarsi tutto. Lo dimostrano, fra tante, le ultime inchieste condotte nel Nord del nostro Paese” (“Corriere del Mezzogiorno”, 17 gennaio 2012).

La droga, quindi, alla base della maggior parte dei profitti di camorra e delle altre organizzazioni criminali e la sua legalizzazione come mezzo per debellare il crimine organizzato. Il tema è in effetti spinoso e complesso sia dal punto di vista politico che etico. Tuttavia Caria, già regista satirico televisivo e vignettista, riesce a giostrare il tutto con un tocco abbastanza spigliato e senza annoiare lo spettatore, diventando più serio quando affronta il tema della tossicodipendenza come malattia e il ruolo che lo Stato dovrebbe rivestire. Riguardo lo stile adoperato, lo stesso regista afferma: “Per quanto parodistico e di fantasia […] il lavoro è confezionato come un documentario vero: quindi, più classico è dal punto di vista formale, più il gioco sarà divertente e la sua provocazione riuscita. Perciò, mi sono rifatto allo stile del documentarismo storico e scientifico anglosassone, con voce del narratore, intreccio di immagini di repertorio e amatoriali, uso di fotografie e interviste a gente comune o a testimonial autorevoli” (“La Repubblica”, 30 novembre 2001).

Ecco quindi che partecipano in via amichevole alla realizzazione del film, oltre a Rispo, una serie di volti noti dello spettacolo, giornalisti e personalità attive nella lotta alle mafie: Isabella Rossellini, Renzo Arbore, Giancarlo De Cataldo, Pietro Grasso, Tano Grasso, Carlo Lucarelli, Marcelle Padovani del Nouvel Observateur e Bill Emmott dell'Economist.


Scheda tecnica

L’era legale

regia di Enrico Caria

soggetto e sceneggiatura di Enrico Caria

con Patrizio Rispo, Cristina Donadio, Rita Corrado, Pietro De Silva, Isabella Rossellini, Renzo Arbore

produzione Italia, 2011

durata 76 minuti


Bibliografia essenziale

Cinema, “L'era legale” di Caria a Napoli scoppia la legalità, in “Corriere del Mezzogiorno”, 30 novembre 2011.

G. Valentino, L'era legale - Napoli, è il 2020 un sindaco batte droga e camorra, in “La Repubblica”, 13 gennaio 2012.

F. Durante, L'«utopia benefica» de «L'era legale», in “Corriere del Mezzogiorno”, 17 gennaio 2012.