Roberto Russo, Il re , a cura di Annalisa Castellitti


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il re “Il re” è «un viaggio verso l’ignoto»: questa la definizione fornita da Roberto Russo per spiegare il senso del suo testo. «Intendiamoci - afferma l'autore - la novità non risiede certamente nell’esplorazione del pianeta camorristico (le escursioni sono state varie sia nel campo teatrale che in quello cinematografico) e nemmeno nell’accostamento fra il mondo dello spettacolo e quello dell’anti-stato. La novità risiede, invece, nel cogliere questo nesso in un ambito sicuramente nuovo e tutto sommato “vergine”, e nello stesso tempo nel sottolineare il “curioso” atteggiamento avuto da certa stampa e da certa televisione nelle persone di intellettuali distanti anni luce da questo mondo popolare». Quella del "re" non è altro che una storia popolare incentrata sulla classica rivalità tra una vittima, in questo caso il neomelodico Lello Iovino (interpretato dall'attore-cantante Antoine), e i suoi carnefici. Tuttavia questo testo, nel quale il protagonista diventa espressione di quel sentire che vorrebbe vivere una quotidianità piena, senza che gli venga riconosciuta necessariamente la propria dignità, «non intende essere - spiega Russo - un testo contro i neo-melodici, ma vuole sottolineare un dato molto probabile: per uno, due o dieci che riescono a far valere la propria personalità e la propria individualità artistica, ce ne sono centinaia che salgono sulla “giostra dell’illusione”, ed individuare i manovratori della giostra è questione di intuito e di osservazione».

il reProtagonista del testo è Lello Iovino, un cantante neomelodico napoletano sull'onda del successo. Ad incoraggiarlo è la sorella Amelia, molto vicina per forma mentis e per necessità ai clan camorristici. Alla fine, però, quel successo tanto auspicato, tra luci ed ombre, si rivelerà solo un'illusione, poiché, in seguito ad uno sgarro, il cantante sarà abbandonato dai suoi stessi sostenitori, ritornando così al punto di partenza. La finalità del testo è, infatti, quella di raccontare la vita di un cantante di periferia che, nel tentativo di emergere, viene strumentalizzato dalla camorra (come dimostra il personaggio di Franz, il manager senza scrupoli), nonché dalla stampa e dai mass media (rappresentati dal personaggio di Marika, la conduttrice radiofonica) o addirittura dalla sua stessa famiglia. Il suo destino è sintetizzato nel dialogo finale tra Iovino e il boss, durante il quale il cantante giunge alla consapevolezza di essere diventato ormai un re senza "corona". Quindi al centro dell'azione scenica non si colloca il rapporto tra musica e camorra, bensì la storia (attuale e universale) di un uomo travolto da un meccanismo di lusinghe e di delusioni, di ascesa e di cadute. Il realismo del testo, che si evince anzitutto dal ricorso ad aneddoti realmente accaduti, è rafforzato infine dall'uso di un linguaggio duro ed esplicito, senza alcuna concessione al napoletano poetico o a quello borghese, e dall'ambientazione della vicenda ispirata alla zona orientale di Napoli: un microcosmo che è specchio di una realtà universale. A fare da colonna sonora alla storia è ovviamente la musica dei neomelodici.


Edizione di riferimento

Testo fornito direttamente dall’autore.


Rappresentazioni
Debutto: 15 Gennaio 2000 (repliche nel 2001), Teatro Elicantropo di Napoli; Autore: Roberto Russo; Regia: Carlo Cerciello; Interpreti: Antonio Fischietti (Antoine), Imma Villa, Peppe Barile, Serena Improta; Scene: Roberto Crea; Musiche: Paolo Coletta; Costumi: Maddalena Marciano.