Michelangelo Severgnini, L'uomo con il megafono, a cura di Armando Rotondi

 

  

gomorra

Prodotto da Figli del Bronx e Minerva Pictures Group,  L’uomo con il megafono di Michelangelo Severgnini è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, nel 2012, in buona compagnia con altri due pregevoli prodotti con i quali condivide ambientazione (Scampia) e tematica (il degrado delle periferie): Interdizione perpetua di Gaetano Di Vaio e Ciro di Sergio Panariello. Nel suo documentario, lungo circa un’ora, Severgnini segue un personaggio a suo modo straordinario, Vittorio Passeggio, l’uomo (solo) con il megafono che dà il titolo al lavoro, e lo segue alla vigilia delle elezioni comunali che porteranno Luigi De Magistris a diventare sindaco di Napoli. Dopo aver passato anni, come afferma lui stesso, ad andare a dormire presto, Vittorio decide di tornare alle Vele di Scampia e di riaprire la sede dello storico Comitato degli Inquilini che per trent’anni aveva rappresentato chi non si era arreso all’abbandono delle periferie.

Severgnini si sofferma allo stesso tempo sulla figura di due “Masanielli” odierni, Vittorio che non vuole cedere agli approfittatori che distruggono il quartiere ma vuole riprendere a lottare, e De Magistris, le cui immagini della campagna elettorale vengono intercalate dal regista nella vicenda di Vittorio. Si legga su “La Repubblica”:  “Ne "L'uomo con il megafono" Vittorio Passeggio, attraverso la sua vicenda, racconta uno spaccato vivo della Napoli di frontiera, punto di osservazione privilegiato su una pagina di storia di Napoli (le ultime elezioni comunali che hanno portato alla ribalta Luigi de Magistriis). Ma più che lo sfondo "storico" su cui si dipana la vicenda, è l'umanità e il personaggio Vittorio ad essere materia di racconto”. (S.n., Tre film su Scampia al Festival di Roma, “La Repubblica”, 10 ottobre 2012). Nota bene Anita Ceccarelli su “Cinematografo.it” che “Michelangelo Severgnini fotografa uno spaccato vivo della Napoli di Scampia, seguendo da vicino la quotidianità di un piccolo grande uomo […]. La telecamera di Severgnini segue da vicino - letteralmente, con primissimi piani carichi di intensità sui volti rassegnati, furiosi, malinconici, angosciati - la vita degli ultimi inquilini delle Vele, rimasti in balia delle vacue promesse di chi cerca ancora una volta di ‘comprarsi’ i loro voti, soprattutto alla vigilia di una delle campagne elettorali più significative per il sindaco di Napoli, quella di Luigi De Magistris, che ha deciso di non voltare le spalle a Passeggio e di non lasciare invariata la situazione, salvo poi riuscire a fare ben poco da neo-sindaco, nemmeno ricevere il Comitato, come affermato nei titoli di coda” (A. Ceccarelli, L’uomo con il megafono, “Cinematografo.it”, Fondazione Ente dello Spettacolo, 19 novembre 2012). E ancora: “L’ultima inquadratura di Passeggio, che da lontano guarda la ‘sua’ Scampia e dichiara la fine di una ‘sgangherata’ lotta quotidiana per tenere le Vele lontane dalla morsa della Camorra, è l'immagine non solo di un uomo, ma della coscienza sociale di quelli che, nonostante tutto, ancora sperano in un cambiamento” (ibidem).

Alla riuscita della pellicola contribuiscono a pieno titolo le musiche curate dallo stesso regista e da James Senese, che riescono egregiamente a descrivere un doppio stato d’animo: quello della rabbia per la situazione presente, ma anche l’amore per la propria terra e la necessità di cambiare le cose.

 


Scheda tecnica
L’uomo con il megafono

regia di Michele Severgnini

con Vittorio Passeggio

produzione Italia, 2012

durata 62 minuti


Bibliografia

A. Ceccarelli, L’uomo con il megafono, “Cinematografo.it”, Fondazione Ente dello Spettacolo, 19 novembre 2012.



Link esterni

http://www.youtube.com/watch?v=6drwgs6YsyQ