Nota bio-bibliografica del trio "La Smorfia"
a cura di Vincenzo Caputo

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Italo Celoro

Risale alla prima metà degli anni Settanta la volontà da parte di un gruppo di giovani della provincia vesuviana di fare teatro, trasformando in laboratorio un garage al numero civico 31 di via San Giorgio Vecchio (il “Centro Teatro Spazio” di San Giorgio a Cremano). Tra gli ideatori c’è Massimo Troisi, al quale si affianca subito Raffaele Arena (Lello Arena) e poi Vincenzo Purcaro (Enzo Decaro). Sono gli anni in cui si acuisce la malattia di Troisi, al punto da rendere necessaria una costosa operazione negli Stati Uniti al fine di sostituire la valvola aortica. Per aiutare il giovane, i suoi amici e l’intero paese si mobilitano con una colletta, sostenuta dal quotidiano «Il Mattino» (l’operazione, avvenuta a Houston nel 1976, ebbe buon esito). Con il ritorno a San Giorgio a Cremano di Troisi si costituisce il gruppo “I Saraceni”, formato da cinque giovani (Massimo Troisi, Lello Arena, Enzo Decaro, Umberto Tommaselli e Pino Calabrese), e in seguito il gruppo “La Smorfia”, formato invece dal solo trio Arena, Decaro, Troisi. Sulla scia del successo crescente del Cabaret, i tre giovani della provincia vesuviana cominciano a diffondere la propria comicità. La consacrazione avviene al teatro partenopeo “Sancarluccio”, dove i tre amici si esibiscono appunto con il nome definitivo de “La Smorfia” (dalle ribalte napoletane si passerà poi a quelle romane).

La definitiva consacrazione arriva, però, grazie alla televisione. Si moltiplicano, in questo periodo, le trasmissioni, che danno spazio a gruppi e a singoli comici emergenti nel panorama nazionale italiano (“La Sberla”, “Non Stop”, “Luna Park”, “Effetto Smorfia”, “Giochiamo al Varieté”, “Sotto la Tenda”, etc.). Il trio si esibisce in sketch tra i quali spiccano successi assoluti come, tra gli altri, Cabaret, San Gennaro, Napoli, La sceneggiata, Il pazzo, Il basso, Natività (Annunciazione! Annunciazione!). La fine del gruppo è sancita dalla volontà di Troisi di passare al cinema senza riversare – sic et simpliciter – nella nuova avventura cinematografica la vecchia e fortunata esperienza teatrale e televisiva. Siamo agli inizi degli anni Ottanta (il primo film di Troisi come regista, attore e sceneggiatore con Anna Pavignani, Ricomincio da tre, è del 1981). Il successo è clamoroso e crescente. Si susseguono numerosi film (da Scusate il ritardo del 1983 a Pensavo fosse amore invece era un calesse del 1991, da Non ci resta che piangere del 1984 a Le vie del Signore sono finite del 1987, per citarne solo alcuni) fino alla morte del 1994 e al relativo testamento artistico Il postino dello stesso anno.

Si conclude definitivamente, così, l’avventura del trio e, nello specifico, di Troisi, il quale era nato quarant’uno anni prima a San Giorgio a Cremano (e su tale cittadina d’origine egli era tornato più volte nel corso di sketch e interviste come a un punto di riferimento specifico al quale legare le più generali miserie umane messe in scena); in tale paesino della provincia vesuviana egli aveva vissuto la propria giovinezza tra calcio, azione cattolica e scuola (l’Istituto per Geometri “Rocco Scotellaro”), fino all’invito dell’amico Punzio a esibirsi nel teatrino della Chiesa sangiorgese di Sant’Anna (siamo alla fine degli anni Sessanta) in alcune farse di Petito come Pulcinella marito senza mugliera e zio senza nipute. Da lì era partita la sua avventura teatrale e artistica.

Bibliografia essenziale

Ricca è la bibliografia critica su Massimo Troisi e sulla sua poliedrica attività. Tale bibliografia non sempre, però, riesce a superare la dimensione aneddotica e la curiosità biografica. Per un approccio critico-filologico sulle questioni legate al trio segnaliamo, oltre alle testimonianze presenti in L. ARENA – E. DECARO – M. TROISI, La Smorfia, con uno scritto di G. Capitta, Torino, Einaudi, 2006 [scritti di V. Cerami, A. Celestini, M. Martone, R. Arbore, D. Starnone, D. Fo, M. Serra], i seguenti volumi:


M. HOCHKOFLER, Massimo Troisi. Comico per amore, Venezia, Marsilio, 1998

S. AULICINO - S. IORIO (a cura di), Per Massimo Troisi. Saggi, ricordi, riletture, pref. di E. Giacovelli, Atripalda (AV), Mephite, 2010 (con Bibliografia alle pp. 163-164);

V. CAPRARA, P. SABBATINO, G. SCOGNAMIGLIO (a cura), Le vie di Troisi sono infinite, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2012.