Football Clan


Autore: Raffaele Cantone - Gianluca Di Feo
Casa editrice: Rizzoli
Anno: 2012

Genere: Saggio

Recensione di Sara Laudiero


gattordo

In quest’ultimo lavoro editoriale, pubblicato nella collana Saggi italiani della Rizzoli, il magistrato anticamorra  Raffaele Cantone  e il giornalista Gianluca Di Feo, che da più di vent’anni si occupa di criminalità organizzata, descrivono come il calcio sia diventato per le mafie un affare miliardario.

Si tratta di un libro per certi aspetti scioccante, in quanto rivela il lato oscuro del mondo del pallone, potendo disilludere quei molti giovani tifosi che si proiettano, gioiscono e soffrono sul campo insieme alla loro squadra del cuore ignari del fatto che, talvolta, dietro i risultati di una partita ci sia l’intervento sinistro degli interessi camorristici.

Le dinamiche sottese alla compravendita dei giocatori e delle squadre - si guardi a quella della Roma o del Lazio, quest’ultimo tra gli obiettivi dei casalesi - , si profilano spesso una ghiotta occasione per riciclare denaro sporco, così come gli appalti per la costruzione di nuovi stadi.

Le scommesse clandestine, in collaborazione con le centrali asiatiche online,  e le partite truccate costituiscono inoltre una notevole fonte di guadagno.

I giocatori stessi sono spesso delle pedine del losco gioco criminale, essendo  minacciati  o  legati al sistema. In merito valgano gli esempi di Sculli, colto in fragrante combutta con i boss della ‘ndrangheta, e Cannavaro, coinvolto in attività commerciali con il clan di Casal di Principe .

Ma l’interesse della camorra non è meramente economico. In ballo c’è molto di più. È una questione di potere, di fama. Il calcio diventa uno strumento per esercitare il controllo sui giovani, affiliati e non, per guadagnarsene la stima.

Così le curve degli ultrà diventano un pozzo dal quale attingere una nuova manovalanza che aiuti i clan nel tenere sotto controllo il territorio, mentre i boss accrescono il loro consenso facendosi immortalare in compagnia dei calciatori, idoli della nostrana gioventù.

Si ricordino a riguardo la visita di Ballotelli a Scampia in compagnia di Salvatore Silvestro, del clan Lo Russo, e di Biagio Esposito, del clan degli Scissionisti; o la foto di Hamsik con il boss scissionista Domenico Pagano, e prima di lui quella di Maradona, attorniato dal gotha del clan Giuliano.

Nel corso del loro saggio Cantone e Di Feo non possono inoltre fare a meno di annotare le falle esistenti nel sistema di sanzione e controllo della giustizia sportiva, anch’essa compromessa.

Questa analisi drammatica e inquietante del mondo calcistico non si chiude però all’insegna della rassegnazione, piuttosto la presa d’atto di questi errori induce i due cronisti a proporre pragmatiche soluzioni preventive e sanatorie affinché questo sport torni ad essere pulito e si ispiri nuovamente agli ideali di coesione con cui è nato.