Il campo del male


Autore: Giuseppe De Vincentis

Casa editrice: Tullio Pironte Editore
Anno: 2013
Genere: romanzo


Recensione di Giovanni Alloggio (pubblicata il 15 gennaio 2012 sul «Il Mattino»)


La fame, il freddo, la miseria, il dolore, la rabbia e la vendetta, la giustizia della strada e la resurrezione: il primo libro di Giuseppe De Vincentis Il campo del male (Tullio Pironti Editore, pagg. 134, euro 10) è un prontuario di orrori e soprusi che l’autore ha vissuto sulla propria pelle e che col tempo è riuscito a trasformare in una storia che educa e, a volte, commuove.

Giuseppe De Vincentis è nato e cresciuto nel ventre di Napoli, costretto dalla povertà a ingaggiare sin da bambino una guerra quotidiana contro i ratti, gli altri ragazzini, gli stenti; nella baracca costruita per lui e per i suoi fratelli dal padre però sopravvive un’idea di bene, una giusta misura che la madre preserva. Ma quando questo muore, il vaso di Pandora si scoperchia e Giuseppe diventa “Peppe 'o biond”: nasce il vagabondo malinconico, il piccolo truffatore, infine il criminale ospite delle patrie galere. Pur con la voglia di stupire, quello di De Vincentis è un romanzo di formazione, un libro onesto e sincero, un libro che sa inquietare e insegnare, che riesuma e mette in mostra i peggiori scheletri della nostra storia.

«L’autore assiste, e in certa misura partecipa, alla trasformazione del crimine compiutasi tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà degli anni Ottanta in Campania, che ebbe la sua macabra apoteosi nello scontro tra la NCO di Raffaele Cutolo e la Nuova Famiglia e come triste e allucinato sfondo il terremoto dell’Irpinia e la successiva dissipazione di risorse spacciata per ricostruzione», scrive Tommaso Pelliccia in prefazione. De Vincentis, «veterano stanco» come ama definirsi, dopo aver affrontato carceri e ospedali psichiatrici, dopo essere sopravvissuto alla droga e ai propri demoni, può finalmente, dopo questo lungo calvario, esorcizzare attraverso la scrittura il male che lo ha assediato. Lo stesso che tanti giovani sperimentano  giorno dopo giorno, fino a quando arriva l’ora del riscatto.