Camorra sound


Autore: Daniele Sanzone

Casa editrice: Magenes
Anno: 2014
Genere: saggio-inchiesta


Recensione di Silvana Mazzocchi (pubblicata su «La Repubblica», 15 luglio 2014)


Un libro riuscito è quello scritto da chi conosce l'argomento di cui parla e magari lo vive in prima persona e con passione. Ed è un'opera quasi militante Camorra Sound, il saggio inchiesta di Daniele Sanzone (edizioni Magenes), autore e voce della rock band A67, tanto è intrisa di vita quotidiana, passata e presente.

Scampia è il quartiere di Daniele Sanzone e, a lui che di musica si nutre, è sempre apparso strano che, mentre la camorra, almeno in passato, è stata cantata, interpretata e coccolata dalla musica neomelodica e dalle sceneggiate del genere Mario Merola, i cantautori impegnati mai e poi mai si sono schierati "contro". Ecco allora l'indagine del frontleader degli A67 per capire le cause di questo gap.

Camorra sound affonda prima sulla ricostruzione cronologica del rapporto tra certa musica e camorra per occuparsi poi delle cause di un'indifferenza che appare inspiegabile, se non altro per il silenzio che l'ha fino a oggi accompagnata. Daniele Sanzone intervista personaggi noti e meno noti del mondo musicale, da Raiz degli Almamegretta a Edoardo Bennato e a Frankie Hi Nrg Mc, da Caparezza al premio Nobel Dario Fo, a Erri De Luca. E ne escono risposte varie, a volte perfino risentite tanto appare provocatoria ancor più che stimolante la domanda. Un mosaico sintetizzato dallo stesso Sanzone nell'intervista che segue e che contiene l'urgenza di una presa di posizione netta contro la criminalità organizzata.
Ragiona nel saggio introduttivo Marcello Ravveduto: "La semplificazione criminalizzante trasforma i quartieri della città illegittima in luoghi di degrado, di spaccio di droga e di camorra... è una forma di auto segregazione che divide la metropoli... e si innesca così un circolo vizioso che allontana i quartieri marginali da contatti eterogenei". Camorra sound si muove nella direzione opposta. Leggerlo informa, diverte e stimola pensieri e riflessioni. E, speriamo, anche impegno civile.