Luca Miniero, Un boss in salotto, a cura di Armando Rotondi

 

 

un boss in salotto

Dopo Incantesimo napoletano (2002), Banvenuti al Sud (2010) e Benvenuti al Nord (2012), Luca Miniero  lavora ancora sulle differenze e sulle conflittualità, in chiave comica, ironica e sarcastica, tra Settentrione e Meridione. In Un boss in salotto vediamo Cristina (Paola Cortellesi, che regge su di sé l’intero film), un’energica meridionale da tempo trapiantata a Bolzano, dove è riuscita a costruirsi la vita dei suoi sogni assieme al marito Michele (Luca Argentero) e ai loro due figli, Vittorio e Fortuna, veri settentrionali.

È un quadro familiare idilliaco, quello di Cristina, che viene sconvolto dalla scoperta che suo fratello Ciro Cimmaruta (Rocco Papaleo), piccolo ladruncolo di bassa leva, risulta implicato in un processo di camorra e soprattutto che Ciro abbia chiesto e ottenuto di trascorrere a casa della sorella gli arresti domiciliari in attesa del giudizio. Cristina non ha contatti con il fratello da circa quindici anni, ne ha finto al morte agli occhi della sua famiglia, nella speranza di poter tenere nascoste le sue origini. Il film si sviluppa quindi tra equivoci, momenti comici e grotteschi all’interno della famiglia, e situazioni che possono avere un ritorno per la famiglia di Cristina come quando il mediocre Manetti, datore di lavoro del marito, prende a corteggiare Ciro sperando di poter investire nella sua azienda i capitali della mafia.

Luca Miniero gioca ancora la carta della contrapposizione tra Nord e Sud e lo fa in maniera meno efficace rispetto alle precedenti opere (specialmente Incantesimo napoletano e Benvenuti al Sud), con elementi quasi da macchietta nello stesso personaggio, ad esempio, di Ciro, ben interpretato da Papaleo. La presenza di un elemento forte come la camorra, tuttavia, spinge comunque il film verso una dimensione altra che ha anche caratteri seri e di svelamento di una sorta di ipocrisia. Si pensi, in particolare, all’accento che pone il regista sull’infiltrazione camorristica al nord, così come mostrato nell’atteggiamento dell’imprenditore Manetti che, come detto, corteggia il presunto boss e favorisce, per ingraziarsi la famiglia, la promozione del marito di Cristina, con lo scopo di avere liquidità, sebbene con fondi illeciti, per la sua società in crisi.

Il film, altalenante con delle cadute insopportabili (tipo la scenetta del gatto morto), si regge quasi esclusivamente sulle spalle di Paola Cortellesi - che interpreta la madre Cristina - brava credibile eclettica, un'attrice piena di talento, e Rocco Papaleo, anch'egli molto bravo, capace di vivere la sua macchietta nella credibilità quasi fumettistica in cui il regista ha deciso di relegarlo.


Scheda tecnica

Un boss in salotto

regia di Luca Miniero

sceneggiatura di Luca Miniero

con Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Luca Argentero , Alessandro Besentini

produzione Italia, 2014

durata 90 minuti


Link esterni

http://www.youtube.com/watch?v=vmmCy9Wzbpc