Emilio Ghione, Don Pietro Caruso, a cura di Armando Rotondi



Tratta dall’omonimo testo teatrale del 1895 di Roberto Bracco, rappresentato per la prima volta al Teatro Sannazaro di Napoli nel novembre dello stesso anno, la versione cinematografica di Don Pietro Caruso (1916) rappresenta uno dei risultati più noti e di maggiore successo del sodalizio artistico tra Francesca Bertini ed Emilio Ghione, sia interprete che regista.

Il film rappresenta un classico esempio di film di ambientazione realistica e di area napoletana, sebbene Ghione sia torinese, in cui il regista e interprete fu apprezzato per la sua recitazione spontanea, comparendo per l'ultima volta al fianco della Bertini, nella parte del protagonista Don Pietro Caruso, un “galoppino”, che si guadagna da vivere attraverso diversi espedienti non sempre legali.

Nel testo originale bracchiano, abbiamo due vicende parallele messe in scena. In una Don Pietro Caruso si impegna ad aiutare il nobile Fabrizio Fabrizii (interpretato nella versione di Ghione da Alberto Collo) in campagna elettorale, e si rivolge quindi a un camorrista non nominato per poter raccogliere i voti necessari.

La presenza di Francesca Bertini, tra le dive per eccellenza del cinema muto non solo italiano, spinge la pellicola maggiormente verso la seconda vicenda che si interseca: Don Pietro Caruso viene infatti a conoscenza che Fabrizii ha compromesso l’onore della sua unica figlia e cerca quindi di spingere il nobile verso un matrimonio riparatore.

 

Scheda tecnica

Don Pietro Caruso

regia di Emilio Ghione

soggetto dal testo teatrale di Roberto Bracco

con Francesca Bertini, Emilio Ghione Alberto Colli

produzione Italia, 1916

 

 

Bibliografia essenziale

V. B., Don Pietro Caruso, in “Cinema”, 10 giugno 1943, p. 324.