La legalità per una rivoluzione culturale (13 aprile 2015)

 

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Università e Scuola si sono unite nel proposito di formare la coscienza civile dei giovani. L’occasione è stata fornita dalla manifestazione “La legalità. Per una rivoluzione culturale”, promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Federico II di Napoli e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli. Durante il dibattito, che si è svolto il 13 aprile 2015 presso l’Aula Magna del Centro Congressi della Federico II, Pasquale Sabbatino ha illustrato le ragioni dell'evento partendo dal concetto di "rivoluzione culturale".

La rivoluzione culturale necessaria per uno stato di legalità è soprattutto una rivoluzione quotidiana, di ciascun uomo e della comunità. Il primo passo verso la legalità è far rinascere una coscienza etica nella società e diffondere una cultura anticamorra e antimafia che veda i giovani in prima linea. Bisogna innanzitutto riflettere, insieme ai giovani e ascoltando i giovani, sulle prospettive positive legate al futuro di Napoli per disegnare una legalità possibile. E questo bisogna farlo partendo dalla Scuola e dall'Università. Alla maniera di Italo Calvino, ripreso da Roberto Saviano in “Gomorra”, di fronte all’inferno della corruzione e delle mafie, l’inferno dei viventi che è qui sulla terra e tutti i giorni, si legge nelle “Città invisibili”, due sono i modi di porsi. Il primo e più facile consiste nell’accettare l’inferno e diventarne parte al punto di non vederlo più. Il secondo e più rischioso, invece, consiste nel cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, in modo da farlo durare, e dargli spazio. L’Università e la Scuola hanno la responsabilità di insegnare il modo più rischioso, l’unico che ci faccia sentire uomini degni di respirare. A tal fine anche il teatro, il cinema e la musica forniscono occasioni di confronto con i giovani sul dramma delle mafie nella speranza di un nuovo orizzonte.

A questa manifestazione a più voci hanno preso parte anche Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, don Tonino Palmese di Libera-Campania e lo scrittore Maurizio de Giovanni. È stato interessante osservare le diverse valutazioni e percezioni del fenomeno della corruzione da tre punti di vista e da tre esperienze diverse.

 

Grazie alla collaborazione con il Centro di Ateneo per i Servizi Informativi, l’evento "La legalità. Per una rivoluzione culturale" (Centro Congressi Federico II, 13.04.2015) è fruibile on line sulla piattaforma www.dol.unina.it.



29° edizione Futuro Remoto (dal 16 al 19 ottobre 2015)


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Nell’ambito della 29° edizione di Futuro Remoto, venerdì 16 ottobre (dalle ore 18.00 alle ore 18.30) a Piazza del Plebiscito, presso il palco centrale dell’Agorà, si terrà una tavola rotonda sul tema “Letteratura e teatro digitali”, a cura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Master di II livello in Drammaturgia e Cinematografia. Critica, scritture per la scena e storia. Al dibattito, che rientra tra i laboratori scientifici ospitati nel padiglione tematico Città, interverranno Pasquale Sabbatino, Giuseppina Scognamiglio e Vincenzo Caputo.

«Saranno presentati due progetti - spiega Pasquale Sabbatino - che, realizzati nel Dipartimento di Studi Umanistici dell'Ateneo federiciano, dialogano con una rete interuniversitaria. Tra questi il progetto "Biblioteca digitale. Cultura della legalità e rappresentazioni della camorra", con cui si offre a un ampio pubblico, per la prima volta, una ricca biblioteca digitale, composta di testi teatrali e narrativi, di dizionari linguistici, cinematografici e musicali, che raccontano i mali del territorio e del Paese e contribuiscono alla formazione della cultura della legalità e della coscienza civile».

Il progetto mira a ricostruire in modo digitale quella che è la biblioteca delle rappresentazioni della camorra dall’Ottocento al Novecento, per permettere al pubblico di analizzare il fenomeno e di potersi porre il problema di come superare nella realtà questo fenomeno che attanaglia la vita democratica del nostro Stato unitario.