Peppe Lanzetta, Strawberry Fields Forever, a cura di Annalisa Castellitti


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Quello che Peppe Lanzetta offre al lettore del racconto Strawberry Fields Forever è il ritratto di una Napoli martoriata, con i suoi corpi offesi, le mille facce deturpate da sorrisi intrecciati ai dolori, l’argento che si colora di rosso, il verde confina con il celeste. Una città dove si muore e si resuscita, si piange e si canta, mentre nei suoi vicoli si odono spari di rivoltelle senz’anima. In questa città di mare dal panorama mozzafiato, ma, come sottolinea l’autore, sommersa dall’immondizia accumulata nei cassonetti lungo i marciapiedi, i poliziotti non sanno se attaccare o meno. Aspettano un ordine che non arriva.

E nelle sere assassine, qualcuno immagina John Lennon che canta e tira calci ad un pallone insieme a Diego Maradona. Ma nessuno si è accorto che i due “compari picari” discutevano con un vigile per sottrarsi ad una multa, così come nessuno ha visto chi sia stato ad accoltellarlo. A cento metri da lui, infatti, la vita correva e scorreva come se niente fosse accaduto. Come se niente stesse accadendo.


Edizione di riferimento

Peppe Lanzetta, Strawberry Fields Forever, in La zona grigia. Scrittori per la legalità, a cura di Patricia Bianchi, Napoli, Guida Editori, 2014, pp. 45-49.