Ruggero Cappuccio, Paolo Borsellino. Essenso Stato, a cura di Annalisa Castellitti


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È il diciannove luglio del 1992. A Palermo, in via Amelio, c’è stata un’esplosione gigantesca, che ha prodotto una strana sensazione di silenzio. Il cielo è trafitto da un velo di polvere sollevata dall’asfalto: «non posso muovermi, eppure questa immobilità sta creando un’incredibile danza di visioni». A raccontare al lettore cosa è accaduto è lo stesso Paolo Borsellino, protagonista della narrazione in prima persona di Ruggero Cappuccio. Sono gli ultimi attimi della vita del giudice, quando la sua schiena è appoggiata sulla terra insanguinata.

«La scienza dei rumori è stata la mia scienza», afferma il personaggio Borsellino, «sapevo che un attimo prima della fine avrei sentito il passo di un faccendiere, la portiera di un’auto che si chiude, un motorino di avviamento che si collega alla morte. La fine sarebbe stata annunciata da un rumore». E in questa sinfonia s’impenna il crescendo discreto di tutte le voci amate, perché «quando sai che ogni rumore potrebbe essere l’ultimo, il rumore diviene un testimone della vita, diventa un rumore da amare che sia la voce di mia moglie o lo scatto della portiera di un’auto di servizio». Nell’immensità delle parole che non si possono raggiungere, il silenzio della madre sconfina nel silenzio della Sicilia.

Il racconto di Cappuccio non è solo la ricostruzione della strage nella quale persero la vita il giudice e la sua scorta, ma intende essere anche una riflessione sui desideri occulti dello Stato: «Il corpo dello Stato ha coltivato una piaga. La piaga organizza i suoi batteri, la sua infezione si perfeziona, diventa netta, diventa associazione, elabora un linguaggio: diventa mafia». È, quindi, una piaga che il medico-giudice deve curare ma non guarire, altrimenti sparisce il patto tra cellule sane e batteri, perché su entrambe le parti lo Stato deve imporre il suo potere esclusivo per offrire nutrimento all'infezione.


Edizione di riferimento

Ruggero Cappuccio, Paolo Borsellino. Essendo Stato, in La zona grigia. Scrittori per la legalità, a cura di Patricia Bianchi, Napoli, Guida Editori, 2014, pp. 79-84.