Mario Caiano, Napoli spara!, a cura di Giovanni Luca Montanino


 


napoli spara

Musiche tensive e montaggio veloce, come gli inseguimenti in macchina tra polizia e malviventi per le strade caotiche della città. È questa l’atmosfera di Napoli Spara! (titolo originale Weapons of death), pellicola del 1977 diretta da Mario Caiano, seguito ideale di Napoli Violenta (di Maurizio Merli, 1976).

Per film come Napoli Spara! è stato coniato il termine “poliziottesco”, ad indicare quel genere che nello stile, nella regia e nelle trame rimanda ai polizieschi americani alla Clint Eastwood.

La vicenda raccontata in Napoli Spara! prende le mosse da una rapina in banca: i malviventi, dopo aver messo a segno il colpo, vengono catturati dalle forze dell’ordine (prontamente accorse sul posto); a prelevarli , però,  sono in realtà dei complici travestiti da agenti. Per fortuna, il commissario Belli (l’eroe indiscusso della pellicola, interpretato da Leonard Mann) scopre in tempo l’inganno e blocca la macchina dei banditi.

Da lì il racconto si snoda attraverso una serie di furti e reati di dimensioni più o meno importanti, tra cui l’assalto a un treno portavalori: in quest’ultima occasione, i malviventi compiono una vera e propria strage tra i passeggeri innocenti per portare a casa il bottino. Il commissario Belli è sicuro che dietro ai numerosi furti, rapine e scippi vi sia il sanguinario e potente boss Santoro (Henry Silva), ma non ha prove per arrestarlo. Intanto l’opinione pubblica segue sgomenta i fatti di sangue che si verificano ogni giorno a Napoli. Dal Ministero dell’Interno fanno pressione, affinché i responsabili siano assicurati alla giustizia, ma il giovane Belli non ha ancora elementi per smascherare e neutralizzare il colpevole.

Dopo svariati tentativi, il tenace commissario comprende che per raggiungere il proprio scopo deve sfruttare la rivalità tra i principali boss che governano Napoli. Sono in molti, infatti, i capi che non vedono di buon occhio Santoro e quella smania di potere che lo spinge a commettere crimini atroci, attirando sulle attività criminali di tutta la categoria le attenzioni della polizia e dell’opinione pubblica. Con l’aiuto di una  squadra speciale di agenti infiltrati, Belli riesce ad incastrare il boss Licata costringendolo a passargli alcune fondamentali informazioni.

Il ghiaccio è rotto e la strada spianata. Proprio quando i superiori in questura iniziano a sospettare della sua titubanza, il commissario Belli riesce finalmente ad arrestare Santoro, fugando ogni dubbio. Ma le peripezie non finiscono qui. Santoro, protetto dal boss dei boss don Alfredo, riesce ad evadere dal carcere e ricomincia, così, ad insanguinare la città con le sue losche operazioni. A Belli non resta che ricorrere alla più spietata delle armi: l’amore. Solo coinvolgendo una vecchia fiamma del Santoro, infatti, il commissario riesce ad attirare in trappola il suo antagonista, che durante una sparatoria cade ferito da un treno in corsa e ne resta schiacciato.

Tutto nella pellicola, a cominciare dalla scelta degli attori protagonisti, ci vuole portare negli Stati Uniti. Il commissario, di bell’aspetto (elegante ma deciso), somiglia all’ispettore Callaghan; le sparatorie, gli inseguimenti, le rapine sono elementi propri dei gangster movie. Anche le musiche e le ambientazioni metropolitane appartengono a quel genere, sebbene nel caso di Napoli Spara! la vicenda si svolga tra i caratteristici vicoli e scorci partenopei (cui la regia di Mario Caiano sa rendere giustizia).

Non mancano alcune caratteristiche del romanzo popolare, dallo scontro tra bene e male – incarnati rispettivamente dal commissario e dal boss –, all’eroismo dei poliziotti pronti a sacrificare la propria vita per sconfiggere il crimine. A dare al film un sapore melodrammatico, invece, ci pensa il personaggio di Gennarino (già presente in Napoli Violenta), un piccolo scugnizzo costretto da una situazione familiare disastrata a vivere di espedienti, verso cui il commissario Belli prova un affetto paterno. Infine, Napoli spara! racconta molto bene alcune dinamiche tipicamente camorristiche, come il profondo rispetto per i boss di rango superiore e la punizione riservata a chi tradisce, non rispettando le regole.


Napoli spara!

regia di Mario Caiano

con Leonard Mann, Henry Silva e Massimo Deda

sceneggiatura:  Gianfranco Clerici e Vincenzo Mannino

produzione: Italia, 1977

durata: 85 min.