Mario Bianchi, Napoli... i 5 della squadra speciale, a cura di Giovanni Luca Montanino


 


Napoli, 1978. Uno degli istituti bancari più ricchi della città subisce una sanguinosa rapina: non vengono trafugati soldi, né gioielli, ma “soltanto” un cofanetto di colore scuro. Le dimensioni non sono notevoli, eppure sul coperchio c’è una sigla, ad indicare una sostanza che vale più di cifre a sei zeri: plutonio, componente indispensabile della bomba atomica. Ad aver orchestrato il furto è il boss Sonnino, che subito manda un suo emissario, esperto astrofisico, a vendere la refurtiva ad un ambasciatore americano. La trattativa è, ovviamente, illecita e clandestina, ma prima ancora che possa finalizzarsi viene interrotta da un gruppo di rapinatori. Il diplomatico viene sequestrato, mentre il fisico seviziato e poi ucciso.

È così che ha inizio Napoli… i 5 della squadra speciale, il poliziottesco diretto da Mario Bianchi (autore  anche della sceneggiatura) che a sparatorie e scene di violenza ricorrenti nei film sulla camorra unisce le connotazioni della spy story. Ad aver orchestrato il rapimento dell’ambasciatore americano è don Eduardo Mancuso, boss della camorra, il cui obiettivo è impossessarsi del plutonio, eliminando chi ne ha organizzato il furto dalla banca.

Il sequestro di un diplomatico può causare gravi incidenti internazionali: così, il ministero italiano degli Esteri – nella persona dell’alto funzionario Venanzi  – mette su una squadra di specialisti per trarre in salvo l’illustre vittima. Si tratta per lo più di ex agenti di polizia: Arcangeli, un tenente (impersonato dall’iconico Richard Harrison) allontanato dall’arma per via delle sue idee di sinistra, ritenute sovversive e insubordinate; Pesenti, precedentemente destituito perché accusato di ricorrere troppo spesso alla violenza e alle armi da fuoco; il commissario Borri, leader del gruppo, dimessosi dopo la tragica uccisione della moglie per mano della camorra; infine, un mercenario proveniente dall’estero di nome Morgan e un giovane pilota e autista, Strinco.

I cinque si mettono subito sulle tracce del diplomatico e dei suoi sequestratori: grazie a una soffiata, scoprono che tale Sonnino potrebbe avere a che fare col rapimento; peccato che, raggiuntolo in un albergo, lo trovino già cadavere. In quella circostanza perde la vita anche Pesenti, rimasto ucciso durante uno scontro a fuoco.

È solo l’inizio di una lunga scia di sangue: vengono, infatti, trovati morti un pescatore e il suo figliolo, la cui unica colpa era trovarsi nel momento sbagliato sul luogo del rapimento del diplomatico. Nella campagna in cui la polizia rinviene i cadaveri di altri delinquenti, il tenente Arcangeli trova la targhetta con la sigla del plutonio, staccatasi dal contenitore. Si tratta di una prova fondamentale, ma purtroppo alla squadra speciale (accusata di inadempienza) viene sottratto l’incarico. L’ambasciatore degli Stati Uniti, intanto, è liberato, visto che ormai Mancuso e la camorra hanno trafugato a Sonnino il contenitore di plutonio.

Ma non è finita: qualcuno pensa bene di far eliminare i componenti della squadra speciale, che ormai sanno troppe cose: la mano assassina è stavolta quella di Morgan, il quale - killer mercenario e traditore - si vende al miglior offerente uccidendo prima Strinco e poi Arcangeli.

Tutti i componenti del suo gruppo sono ormai morti: al commissario Borri non resta che vendicarli, insieme alla sua povera moglie, vittima innocente. L’eroico agente scopre che dietro al furto di plutonio (e a tutti gli omicidi successivi) si nasconde l’insospettabile funzionario Venanzi , in combutta con il boss Mancuso. Eliminati i due nemici e chiarita la propria posizione, si reca nell’albergo in cui alloggia Morgan. I due, alla resa dei conti finale, si colpiscono e uccidono a vicenda. Borri fa appello alle ultime forze per telefonare alla vedova di Arcangeli e informarla che il marito è stato vendicato, ma muore prima ancora di poterle parlare.

Numerosi i tratti comuni (a cominciare dalle musiche e dagli inseguimenti) che inquadrano perfettamente Napoli… i 5 della squadra speciale nel genere poliziottesco. L’incipit è tipico: una sanguinosa rapina in banca che dà inizio a una scia di morti. L’incedere quasi morboso sulle lunghe sequenze di lotta, sparatorie e violenza cruda (il cadavere del boss Sonnino viene trovato impiccato e coi testicoli in bocca, efferato rituale delle esecuzioni di stampo camorristico). L’eroismo dei protagonisti che, pur di dimostrare il proprio coraggio e valore senza macchia, si mettono contro il sistema (rappresentato dall’arma di cui fanno parte), facendosi giustizia da soli. Infine, gli indissolubili affetti e legami familiari: il commissario Borri, che ha come unico scopo vendicare la moglie, vittima innocente della camorra; l’amore della signora Laura (Lina Polito, già vista nelle più recenti commedie di Eduardo De Filippo) per il suo sposo – il tenente Arcangeli – e il terrore che possa capitargli qualcosa di brutto.

Napoli… i 5 della squadra speciale è un film in cui i personaggi positivi soccombono inevitabilmente al marciume del sistema. Non vi è alcun messaggio di speranza, ma solo il ritratto di una città insanguinata da violenza e governata da illegalità.


Scheda tecnica

Napoli… i 5 della squadra speciale

Regia di Mario Bianchi

Con Richard Harrison e Laura Polito

Produzione Italia, 1978

Durata 92 minuti