Leonardo di Costanzo, L'intervallo, a cura di Giovanni Luca Montanino


 


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Immaginate di essere a teatro, di fronte a voi il palcoscenico: la camorra è il fondale, come un quadro realistico e a tinte forti, le cui dimensioni occupano tutto lo spazio disponibile. Contesto, ambientazione, humus: ecco cosa rappresenta la malavita organizzata per i protagonisti dello spettacolo che sta per iniziare. Due anime candide, ma dalle vesti insozzate; vittime che, pur restando inevitabilmente invischiate dalla nascita, a un certo punto si ritagliano un’inattesa e delicata “ora d’aria”.

Ecco cos’è L’Intervallo, il film diretto da Leonardo Di Costanzo nel 2012 e sceneggiato da Mariangela Barbanente e Maurizio Braucci (tra gli autori dell’adattamento cinematografico di Gomorra).

Salvatore è un diciassettenne della periferia napoletana: lui e il papà hanno due carrettini di bibite e limonate, con cui sbarcano il lunario girando per le strade della città. Ogni mattina preparano il loro tour da ambulanti abusivi come un rito, con rigore e disciplina. Un giorno, però, la missione quotidiana di Salvatore si interrompe prima ancora di iniziare. Per cause di “forza maggiore”. Qualcuno cui non si può dire di no gli chiede una mano per una faccenda delicata. Salvatore dovrà sorvegliare un’adolescente dalla testa calda, la 15enne Veronica, rinchiusa dal boss del quartiere in un ospedale abbandonato.

Il ragazzo neanche si chiede perché la prigioniera subisca una tale punizione. O meglio, lo vorrebbe sapere ma Veronica è aggressiva e indisponente: non gli rivolge la parola, né gli risponde se interrogata. Passano le ore e nessuno sembra ricordarsi di loro due, rinchiusi tra quelle mura fatiscenti: il carceriere e la detenuta in attesa di giudizio. Ma prima ancora che recitare le parti assegnategli dalla camorra, Veronica e Salvatore sono due ragazzi (quasi coetanei): la loro purezza di adolescenti, in una condizione solitaria ed estranea alla quotidianità rude e violenta, prende il sopravvento avvicinandoli e rendendoli amici.

L’ospedale abbandonato, più che una prigione, si trasforma in un’oasi da esplorare: le sale e il parco intorno sono popolati da strane presenze, ma anche da teneri animali. Veronica e Salvatore scoprono una cagnetta che allatta i propri cuccioli e, in una giornata di caldo afoso e asfittico tipicamente partenopeo, vengono colti di sorpresa da una pioggia che è rigenerazione.

Soprattutto, i due adolescenti si imbattono nella fotografia di una ragazza, a quanto pare una paziente ricoverata in quei padiglioni e morta suicida: insieme decidono di omaggiarne la memoria raccogliendo dei fiori. Veronica e Salvatore ormai sanno di potersi fidare l’uno dell’altra: sono sodali e complici, in un modo pulito che la vita fino ad allora non gli ha saputo insegnare. Così, sui tetti dell’ospedale abbandonato, sono pronti a rivelarsi qualunque segreto. Veronica racconta a colui che, dovendo assicurarne la detenzione, l’ha invece contagiata con la propria purezza la ragione per cui il boss Bernardino l’ha rinchiusa (come un’antica principessa nella torre più alta del castello). Salvatore si mette a nudo confessando le difficoltà familiari.

Ma il giorno volge al termine e col buio il vero carnefice esce allo scoperto. Bernardino si reca finalmente alla “prigione” a controllare che il provvedimento punitivo abbia sortito il giusto effetto. Allora, Veronica arriva al punto di sporcarsi le mani, commettendo il delitto che cancellerà per sempre la sua fanciullezza. Perché questa è Napoli, per molti ragazzini della periferia: la gabbia in cui un uccellino canta, per rabbia o per amore; il carcere duro e senza speranza, che è prima di tutto perdita dell’innocenza.

Grazie a L’Intervallo, nel 2013 Leonardo Di Costanzo è stato premiato miglior regista esordiente ai David di Donatello e ai Nastri d’Argento. I due interpreti esordienti, Francesca Riso e Alessio Gallo, sono stati scelti attraverso un laboratorio di recitazione organizzato da Antonio Calone e Alessandra Cutolo in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli.


Scheda Tecnica

L’intervallo

Regia di Leonardo Di Costanzo

Con Francesca Riso e Alessio Gallo

Produzione Italia, 2012

Durata 86 minuti