Le ultime guerre in Campania
di Antonella Migliaccio   




Gli ultimi trent’anni della storia della camorra sono stati caratterizzati da sanguinosissime guerre che hanno fatto registrare più di 3.500 omicidi.

Dopo quella che contrappose NCO ed NF agli inizi degli anni Ottanta - la più sanguinosa in assoluto - seguì, nel cuore degli anni Ottanta, una lotta interna alla Nuova Famiglia. Lo scontro sta volta fu guidato dai Bardellino da un lato e dai Nuvoletta dall’altro. Alla fine del sanguinoso decennio e inoltrandoci negli anni ’90, invece, si registrarono in Campania guerre di assestamento per il predominio del territorio che videro emergere la provincia, con gli Alfieri e lo storico clan nolano, da un lato, e i Casalesi dall’altro.

La metà degli anni Novanta è, invece, sconvolta dalla durissima guerra tra l’Alleanza di Secondigliano (Contini-Licciardi e Mallardo), sull’area Nord ovest di Napoli, e i clan del centro storico e della periferia orientale,
Misso, Mazzarella, Giuliano e Sarno, storiche famiglie della camorra cittadina. Dal 1995 al 1999 la città e la periferia di Napoli videro cadere sul campo centinaia di persone uccise in pieno centro storico e in pieno giorno.

L’ultima sanguinosa guerra che il territorio napoletano ha registrato è quella che ha visto la contrapposizione tra il clan Di Lauro, capeggiato dal boss
Paolo Di Lauro, e i cosiddetti “Scissionisti” o “spagnoli”, guidati da Raffaele Amato: in sostanza una cellula della cosca si separa dal “gruppo dirigente” e avvia una sanguinosa faida interna. Analoga la vicenda verificatasi all’interno del clan Misso, tra l’inverno e la primavera del 2006. Per la sua crudeltà, la guerra di Scampia, che ha visto l’apice delle vi olenze tra il 2004 e il 2005, ha attirato l’attenzione di televisioni e media da ogni parte del mondo.


Se oggi a Scampia gli scissionisti hanno ormai conquistato il predominio, controllando la quasi totalità delle piazze di spaccio, sottratte ai Di Lauro, il 2009 ha visto crescere e consolidarsi, nel resto della città,  il potere dei Sarno di Ponticelli, negli ultimi mesi decimati però da operazioni delle forze dell’ordine  e dalle rivelazioni di una nuova ondata di pentiti: l’ultimo collaboratore “eccellente” è Ciro Sarno, detto il “sindaco”, a lungo boss del gruppo criminale di Napoli est.

Sulla zona del casertano, invece, indiscusso è il controllo dei casalesi, sebbene la cosca sia stata destinataria, negli ultimi due anni, di durissimi colpi sferrati dalla magistratura e dalle forze dell’ordine. Con la chiusura del Processo Spartacus sono stati condannati all’ergastolo i suoi più potenti affiliati, a partire dal boss Francesco Schiavone e Francesco Bidognetti, fino ad arrivare ai pericolosi latitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria. Nella seconda metà del 2008 il clan è stato interessato da una cosiddetta “fase stragista”, guidata dal pericoloso killer Giuseppe Setola, poi arrestato nel gennaio 2009.