Passaggio per Scampia


Autore:
 Franco Maiello
Casa editrice: Tullio Pironti Editore
Anno: 2009

Genere: Saggio, raccolta di testi

Recensione di Chiara Marasca (pubblicata sul Dossier dell’Osservatorio sulla camorra e sull’illegalità/Corriere del Mezzogiorno)

passaggio per scampiaScampia, non solo Vele. Lo ripete più volte, Franco Maiello, nel suo Passaggio per Scampia (Tullio Pironti editore, 2009), che i fabbricati costruiti tra il 1962 e il 1975 non sono l’unico dramma del quartiere dell’area nord di Napoli. L’interessante raccolta di testi di quello che il sociologo e gesuita padre Domenico Pizzuti nella prefazione definisce «un testimone della nascita e delle vicende del quartiere, sentinella della memoria di chi non si è rassegnato», offre una puntuale ricostruzione di circa venticinque anni di storia di Scampia.

Una storia di progetti, grandi e piccoli, continuamente naufragati, di speranze e aspettative, assolutamente legittime, deluse, e dunque di terreno «regalato», dalle istituzioni, alla criminalità. Negozi per sostituire baracche abusive e venditori ambulanti di generi alimentari sottratti a ogni controllo igienico, piazze a misura d’uomo come alternativa alle «autostrade» che tagliano il quartiere, trasporti verso il centro città, manutenzione e vigilanza nel parco pubblico che pure esiste, ma è terra di vandali e tossicodipendenti: queste le richieste negate.

Convegni pubblici, incontri e promesse delle istituzioni, studi commissionati a istituiti di ricerca e poi chiusi nei cassetti. Un racconto che, come precisa Pizzuti, va oltre «gli stereotipi troppo spesso proposti dai media sul quartiere», che parte dalla nascita della circoscrizione e arriva fino alla costruzione della Piazza telematica, che, racconta Maiello, «non è diventata nulla di tutto ciò che l’opuscolo diffuso dal Comune nel 2004 annunciava». Emblema di tutti i fallimenti il fatto che, a Scampia, «da quindici anni è in corso il piano di riqualificazione che prevede l’abbattimento delle Vele e la costruzione di nuovi fabbricati». Forse ancor più del naufragio dei macro-progetti, feriscono Maiello le continue violenze che i «vandali» infliggono al quartiere: le pensiline nuove dell’Anm distrutte due giorni dopo l’installazione, le lampadine del Parco sistematicamente usate come obiettivo di tiro al bersaglio, «un autentico suicidio per un quartiere che ha estremo bisogno di attenzione da parte delle istituzioni». Ma Maiello, in nessuna pagina, perde la speranza, o la voglia di proporre soluzioni, anche a un problema annoso come quello della diffusione della droga nel suo quartiere. E di certo questa speranza deriva, per lui e per tutti, dal sempre più fitto tessuto di esperienze sociali e culturali consolidatosi negli anni a Scampia. Di una, il Caffè letterario, i cui incontri e letture con scrittori e musicisti sono ospitati dal Centro Hurtado dei Gesuiti, dal centro Gridas o dal Teatro Area Nord di Renato Carpentieri, Maiello è il principale animatore. Ma anche lo spettacolo Arrevuoto, il festival Periferie del mondo.Periferie immaginarie, il bel film sul campo nomadi Sotto la stessa luna, l’associazione Vodisca, l’orchestra della scuola Carlo Levi.